Monaco, l’orrore prosegue sul web: sui social lo sfregio dei “fan” della Jihad

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Mentre ancora si è sotto choc per quanto accaduto ieri pomeriggio a Monaco, e in assenza di qualunque rivendicazione della strage da parte dell’Isis. Mentre è forte il timore del rischio emulazione, sul web le reazioni alla mattanza di poche ore fa aumentano sgoncerto e dolore, paura e rabbia.

Strage di Monaco: l’orrore prosegue sul web

E allora, in assenza di una dichiarazione ufficiale da parte dell’Isis o di suoi miliziani del terrore sono intervenuti sui social network (a sproposito davvero: è proprio il caso di dirlo) diversi profili di sedicenti seguaci dello Stato islamico, pronti a ricorrere all’hashtag in caratteri arabi Munikh (Monaco) per esprimere provocatori quanto inaccettabili elogi per l’attacco compiuto dal giovane tedesco di origine iraniana. E ancora una volta il web si fa portavoce dell’orrore e – nei casi che a breve citeremo almeno – volano di messaggi di guerra, di morte, di terrore; una dimensione virtuale dove l’odio interreligioso e la violenza gratuita trovano ospitalità.

Sui social fioccano inaccettabili offese e incitazioni all’odio

«Il Califfato colpisce ovunque. È venuta la vostra ora miscredenti di tutto il mondo», si legge dunque su un account Twitter che in arabo si firma soldato del Califfato. Mentre un altro utente, che si fa chiamare Figlio di Baghdadi, in riferimento al leader dell’Isis, afferma: «Monaco dimostra che non c’è scampo per chi non si sottomette alla volontà di Dio». E – purtroppo – non è ancora tutto: su alcuni post di Facebook di sostenitori dello Stato islamico compaiono le tragiche liste dei luoghi dei più recenti attacchi, in cui l’Isis è stato chiamato in causa, o che sono stati rivendicati dallo stesso gruppo jihadista, con accanto la lista delle persone uccise: «Altri miscredenti calpestati», è l’assurda frase che ricorre a commento. «La guerra è solo cominciata», si legge, infine, su un altro account registrato come al Mujahid (combattente islamico): uno dei tanti fanatici pronto a inneggiare digitalmente di fronte l’ultimo, esecrabile, barbaro scempio.