Migrante ucciso, Giovanardi: «Contro di me censura preventiva al Senato»

Se il razzismo è il livido trionfo del pregiudizio, non c’è dubbio che, spesso, a restarne vittima è il senatore Carlo Giovanardi, già Ccd, poi Pdl e ora nel gruppo di Idea a Palazzo Madama con Gaetano Quagliariello. Per i sacerdoti del “politicamente corretto” Giovanardi è una sorta di eccitante, una specie super di caffeina che basta annusare per partire in quarta. Sembra strano, ma questo è l’effetto che fa ogni qualvolta si alza per parlare dei suoi temi preferiti: lotta alla droga, difesa della famiglia tradizionale, lotta alla malagiustizia.

Giovanardi insultato da M5S e Pd: «Verme»

E così è accaduto anche nel corso nella seduta odierna del Senato quando urla e insulti provenienti dagli scrani del Pd e dei Cinquestelle («sei verme», «caccialo fuori», le delikatessen più gettonate) e l’intervento del presidente di turno, Linda Lanzillotta, gli hanno impedito di parlare. Giovanardi stava solo cercando di introdurre una verità banale e cioè che trovava «sgradevole» il tentativo «di mettere sullo stesso piano, la stessa mattina, senza che fosse all’ordine del giorno, il dibattito con il ministro degli Esteri sui nove italiani torturati e sgozzati a Dacca con un singolo episodio di follia», cioè l’uccisione di Emmanuel Chidi Namni, il giovane nigeriano ucciso a Fermo per motivi razzistici. «Se mi avessero lasciato parlare avrei detto che la morte di Emmanuel, un mio fratello, è una cosa orribile».

La solidarietà di Gasparri

A Giovanardi non è piaciuto il doppiopesismo, anzi il tentativo di strumentalizzare il sangue di quel giovane nigeriano per motivi di bottega politica. «In aula – ha continuato Giovanardi riferendosi ai nove italiani sgozzati a Dacca da terroristi islamisti – è stato totalmente ignorato il diciottenne americano ammazzato a Roma da un altro balordo. Respingo con forza il maldestro tentativo di accumunare l’Italia aperta, generosa accogliente, attonita per il comportamento di qualche imbecille, con la sistematica eliminazione di persone parimenti innocenti che pagano soltanto il fatto di non essere in grado di citare il Corano». Solidarietà a Giovanardi è giunta dal forzista Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.