Meloni: «La Francia darà lo stop alle moschee come chiede FdI in Italia»

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«Quando mesi fa Fratelli d’Italia ha proposto che le moschee in Italia siano finanziate e gestite dai musulmani italiani ci hanno insultato. Oggi la Francia fa quello che noi abbiamo chiesto di fare a Renzi e Alfano». Così Giorgia Meloni commentando la proposta della Francia di bloccare i fondi stranieri destinati alle moschee. «Se il tempo che questa gente dedica agli insulti venisse impiegato per ragionare – scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia – sarebbe più semplice prevenire i problemi. Permettere che luogi di culto riconosciuti, penso ad esempio alla grande moschea di Roma, siano guidato da Stati integralisti come l’Arabia Saudita dove per conversione ti condannano a morte, è pericoloso oltre che grave e non bisogna essere dei luminari per capirlo. L’Italia si svegli e stabilisca delle regole: stop moschee abusive, albo degli imam, preghiere in italiano e tracciabilità delle risorse per sapere chi finanzia questi centri. Fratelli d’Italia – conclude la Meloni – ha presentato un pacchetto sicurezza alla Camera su questo tema e lo mette a disposizione di tutto il Parlamento».

Parigi: “Fermiamo la costruzione delle moschee”

Nei giorni scorsi il premier francese, Manuel Valls, in un’intervista al quotidiano Le Monde, si è detto favorevole all’interruzione temporanea, «per un periodo da determinare», dei «finanziamenti stranieri alla costruzione delle moschee». Per Valls bisogna «inventare una nuova relazione» con l’Islam di Francia e gli «Imam devono essere formati in Francia e non altrove». Anche il grande rettore della Moschea di Parigi e presidente del Consiglio francese del Culto Musulmano, Dalil Boubakeur, si è detto favorevole a una “riforma” delle istituzioni islamiche di Francia. Secondo il Canard Enchainé, il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, starebbe pensando a una sorta di “concordato” per l’Islam che permetterebbe allo Stato un migliore controllo degli Imam e delle moschee. Il modello a cui ispirarsi sarebbe quello della regione a statuto autonomo dell’Alsazia-Mosella, nell’est del Paese, in cui il clero cristiano ed ebraico viene pagato dallo Stato come fossero dei funzionari di un ministero. In cambio le autorità francesi hanno il potere di approvare le loro nomine