L’incubo socialista sveglia il Venezuela: “In fila per carne, latte, medicine”

La prima immagine è un ragazzino di dieci anni in bicicletta. Ha una busta di plastica con due sacchetti dentro. Si ferma: «Vuoi un chilo di riso? 4.500 bolivar», dice alzando la busta. Il prezzo è dieci volte quello stampato sul pacchetto e lui, il piccolo Andrés con i capelli chiari a caschetto e l’aria sbarazzina, è uno dei tantissimi bachaqueros che popolano Caracas, si legge su “la Repubblica“.

In Venezuela i poveri muoiono di fame

Il mercato nero è organizzato per piccoli clan, cinque, dieci persone. C’è chi fa la fila nei supermercati, spesso d’accordo con qualche impiegato che, via whatsapp, li avvisa quando arriva qualcosa, e con i soldati che vigilano gli ingressi, e che grazie a qualche regalo, gli lasciano portar via molto di più di quello che sarebbe permesso. Poi c’è chi distribuisce. In questo modo l’inflazione è schizzata al 700 percento. Era al 70 sei mesi fa.

Courrzione ai massimi e l’inflazione è schizzata al 700 percento

Zucchero, riso, olio, pasta e la ricercatissima farina di mais, quella con cui si fa l’arepa, un panino a forma di disco volante, che qui è un piatto nazionale, si trovano solo dai bachequeros. Ma anche pannolini, dentifricio, sapone, shampoo e carta igenica. Alcuni adesso li portano direttamente a casa. Si ordina sul cellulare e si paga con un trasferimento bancario. Basta averci il denaro. Maria, una biologa con due figlie minorenni che vive a Rosales, un quartiere di classe media di Caracas, dice che da alcuni mesi spende il triplo di quello che guadagnano lei e suo marito, un insegnante, soltanto per comprare da mangiare. Uno stipendio medio non supera i 35 mila bolivar (35 dollari) e per la spesa ce ne vogliono più di 100mila, se va bene. Maria dice che loro stanno usando i risparmi e hanno iniziato a rinunciare a molte cose. Per primo alla carne e al pollo. Non comprano un vestito, ne un giocattolo per le bambine che, da tempo, non hanno più la paghetta e escono di casa solo per andare a scuola. Hanno rinunciato all’assicurazione medica e licenziato la ragazza che veniva a aiutare nelle faccende di casa.