L’aereo con le salme dei 9 italiani uccisi a Dacca in volo verso Ciampino

Sono in volo per l’ultimo viaggio le salme degli italiani torturati e uccisi nella strage di Dacca compiuta da rampolli di famiglie bene del Bangladesh asserviti alla causa terroristica dell’Isis. E mentre sono già rientrate a Tokyo nelle prime ore del mattino le salme dei sette cittadini giapponesi tra le vittime dell’attacco terroristico nel ristorante di Dacca, è in volo verso Roma l’aereo di Stato con a bordo le bare dei nostri nove connazionali vittime del brutale eccidio: l’atterraggio a Ciampino è previsto tra le 18 e le 19 di questa sera, dove ad attendere lo sbarco ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di rientro dal Messico.

L’aereo con le salme dei 9 italiani uccisi verso Ciampino

Un orrore impossibile da cancellare, che lascia sgomenti ad ogni nuovo dettaglio che emerge dall’inchiesta sull’attentato. «Non ce l’aspettavamo. È stato un fulmine a ciel sereno. La cosa che mi sconvolge è che a colpire siano stati bengalesi di buona famiglia, benestanti e istruiti», ha raccontato, rappresentando in qualche modo lo choc di tutti, Gennaro Cotugno, il pugliese in rientro da Dacca, in Bangladesh, dove i nostri nove connazionali sono stati uccisi da un commando dell’Isis. Gennaro, che da tre anni è a Dacca con la sua azienda tessile, spiega che «i bengalesi sono molto dispiaciuti per quello che è accaduto: sanno benissimo che aiutiamo i loro figli, conoscono bene le centinaia di volontari, tra cui medici che aiutano il loro popolo». Non solo: Gennaro racconta come e perché conosceva le vittime italiane: «Ci conoscevamo tutti – spiega – abbiamo fatto insieme molte cene, eravamo amici». Persone, amici, professionisti, che oggi non ci sono più. Intanto, sul fronte delle indagini sulla strage, a distanza di pochi giorni, continuano ad emergere ancora nuovi, inquietanti risvolti: l’ultimo riguarderebbe un tweet postato sul web dalla britannica SkyNews che, citando la polizia bengalese, rivela come potrebbero essere stati proprio gli agenti di Dacca ad avere ucciso uno degli ostaggi per errore, convinti che fosse uno dei terroristi da abbattere.