La vendetta di “Totò vasa vasa” contro il Pd siciliano: «È pieno di cuffariani»

«Non stuzzicare mai il cane che dorme», raccomanda l’antica saggezza popolare. Soprattutto se il “cane” si chiama Salvatore Cuffaro, “Totò vasa vasa” per i suoi numerosissimi amici, già potente governatore della Sicilia e ora medico-missionario dopo aver finito di scontare una condanna a 7 anni di carcere per favoreggiamento mafioso. Ma il culto della saggezza popolare non dev’essere proprio il piatto forte dell’on. Fausto Raciti, “giovane turco” del Pd ma soprattutto segretario regionale del partito di Renzi in Sicilia.

La Sicilia andrà al voto nel 2017

Nell’isola oggi governata da Rosario Crocetta, anch’egli del Pd ma oggi in odore in eresia e a rischio ricandidatura, sono in corso grandi manovre in vista del voto regionale del prossimo anno. Il tema delle alleanze tiene banco, a destra come a sinistra, così come le previsioni su quello che sarà l’atteggiameto dei Cinquestelle che proprio in Sicilia fecero le prove generali del loro appeal elettorale prima di tuffarsi nella fortunata avventura delle elezioni politiche del febbraio 2013. La Sicilia, si sa, è da sempre alambicco di laboratorio politico ma è anche la terra che ha saputo conferire un aura di solennità al trasformismo, ben più volgare in altre latitudini meridionali. È quindi fatale che quando si parla di alleanza il discorso finisca per cadere su chi, come Cuffaro, nell’isola contava per davvero. Il problema, per la verità, non è tanto quel che farà nel 2017 Totò “vasa vasa” ma i suoi numerosissimi seguaci, ancor oggi individuati come “cuffariani”.

“Totò vasa vasa”: «Gli “ex-cuffiariani” sono già nel Pd»

Contro Cuffaro e i “cuffariani” si è scagliato appunto Raciti. Il segretario del Pd non è nuovo a polemiche contro l’ex-governatore. Già a febbraio aveva disposto il congelamento del tesseramento e la verifica di nuovi iscritti dopo che Cuffaro aveva detto che i suoi sostenitori erano nel Pd di Renzi «e fanno tessere». E ora il bis in una dichiarazione nella quale si è detto contrario ad un’intesa anti-populista per evitare di doversi alleari con i seguaci di “Totò vasa vasa”. La cui risposta, però, questa volta è meno vellutata: «Raciti – ha detto – non ha da imbarcare nella sua coalizione nessun ex-cuffariano, per il semplice motivo che ce li ha già a bordo, come ben gli è noto: alcuni nel suo Pd e altri nelle organizzazioni partitiche satellite». Davvero non male per chi, come Raciti, aveva disposto la verifica 1tessera per tessera» delle nuove iscrizioni. A questo punto delle due l’una: o mente o del Pd siciliano non controlla niente.