In vacanza senza l’Isis? Ecco il “risiko” delle località meno a rischio

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All’indomani del pomeriggio di terrore di Monaco, nel pieno di questa atroce estate di stragi, attentati, sparatorie e ormai a un passo dalle grandi ferie di agosto si cerca per l’ennesima volta di “metabolizzare” la paura. Ormai il terrore non colpisce più solo il Medioriente, il sangue scorre anche in Europa e la ricerca delle destinazioni “sicure” diventa un vero e proprio Risiko. Eppure il turismo non si ferma e anzi cresce. Nel primo quadrimestre del 2016 – secondo l’ultimo barometro dell’Unwto – sono stati 348 milioni i turisti nel mondo, 18 milioni in più rispetto allo scorso anno (+5,3%). E se l’Asia e il Pacifico registrano la progressione maggiore (+9%), l’Europa con il suo 4% non perde il primato di area più visitata al mondo. E le previsioni da maggio ad agosto sono di 500 milioni di viaggiatori internazionali. Parlando di destinazioni oltre all’ormai cronica “sofferenza” di Egitto e Tunisia (colpiti da più di un attentato proprio mentre cercavano un “riscatto” turistico) si aggiunge quest’anno la Turchia. «È fermo tutto il Nord-Africa – spiega Jacopo De Ria, presidente di Fiavet Confcommercio – con cali in Egitto dell’80% ma anche la Turchia sta pagando con un -50%. Però ormai non è più come ai tempi della guerra in Iraq quando i telefoni in agenzia non suonarono per settimane. Anche se è brutto dirlo, ci si sta in qualche modo abituando. E si cambia meta: i nostri clienti stanno prenotando molto l’Italia che è in aumento del 5-10% (specialmente Sardegna, Sicilia e Puglia), la Spagna e anche la Grecia. Sono in gran crescita le crociere e sul lungo raggio sono gettonatissimi Usa, Caraibi, Madagascar, Thailandia e Giappone (cresciuto quasi del 50% rispetto allo scorso anno)». «Di sicuro gli italiani – spiega Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria – continuano ad andare in vacanza: certamente ci sono aree precluse un po’ per pregiudizi e un po’ perché è ancora forte l’eco degli attentati dello scorso anno come Tunisia ed Egitto. Si pensava che solo questi fossero paesi “invisitabili”, poi abbiamo scoperto che il terrorismo ce lo abbiamo dentro casa (Belgio, Francia ecc). Sono talmente tanti questi attentati e la tv ne parla talmente a getto continuo, che ormai non sono più una novità e la gente guarda ma poi decide comunque. Prima questi episodi attanagliavano le persone nella scelta di andare in vacanza e fermavano tutto. Diciamolo, se fosse successo un attentato come quello di Nizza 3 o 4 anni fa, avremmo avuto una caduta della domanda in entrata per destinazioni di vacanza dell’80%. Ora non abbiamo avuto la caduta di nemmeno un punto percentuale: c’è più fatalismo o incoscienza e la gente dice: questo è il mondo in cui dobbiamo vivere».

Tra le mete molto richieste anche l’Oman. «Un paese – dice Filippetti – bellissimo, musulmano con un sultano molto lungimirante, più sicuro in questo momento di Parigi». La conferma del momento buio della Turchia arriva anche da Avventure nel Mondo, dove non è attivo nessun viaggio per il Paese: «I nostri – spiega Filippo Nugari della direzione – sono turisti consapevoli che non subiscono mode del momento e pregiudizi e si informano da più fonti sul grado di sicurezza di un Paese. In questo momento chi cercava un viaggio di forte dinamismo culturale e etnografico come quello turco, va in Grecia o in Iran, paese con una stabilità di vecchia data e una forte volontà di accogliere i turisti. Forte crescita, forse con la complicità dei Vichinghi a Euro 2016, dell’Islanda». Ovviamente, come ammettono di stessi operatori, la maggiore richiesta farà lievitare un po’ i prezzi ma la sicurezza ha la precedenza. Non sembra un caso l’indagine odierna del Codacons sulle spiagge più costose d’Italia, da Venezia a Forte dei Marmi, da Marina di Pietrasanta a Porto Cervo dove una giornata sulla spiaggia in famiglia può arrivare a costare fino a 355 euro al giorno.