In un video choc postato in Rete tutto l’orrore della mattanza di Monaco (Video)

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Sono passate 24 ore dalla mattanza di Monaco, e sul web aumentano i fotogrammi e le immagini dell’orrore. Del terrore vissuto all’interno del centro commericale Olympia. Del panico che poteva tagliarsi con l’accetta all’interno e all’esterno del McDonald’s, dove altro sangue è tornato a scorrere. Della paura di morire. Dello strazio di chi non ce l’ha fatta. Dello sconcerto di chi, all’eco degli spari e al rischio di venire centrato dal proiettile è riuscito a fuggire, prima ancora di realizzazre cosa stesse davvero succedendo.

Il video choc della mattanza nel centro commerciale

C’è tutto questo, allora, nelle sequenze del video choc che riportiamo poco sotto: il suono della strage, con i sottofondo l’eco degli spari del killer diciottenne e, in primo piano, le immagini del terrore vissuto da chi, seppur ferito, è riuscito a mettersi a riparo dalla strage che si stava compiendo sotto i suoi occhi. E nella confusione di chi scappa e di chi prova a prestare soccorso a chi gli è vicino, si intravede il corpo di qualcuno, colpito, giacere inerme ul pavimento.

Le tappe dell’immediato post-strage

Intanto, fuori da quelle mura che hanno racchiuso uno degli episodi più drammatici degli ultimi tempi – costato la vita a 10 persone compreso l’assassino, e che ha registrato sul campo altri 27 feriti, di cui diversi ancora in gravi condizioni – uno schieramento inusuale per la città di forze della polizia e dei corpi speciali antiterrorismo, pronti a presidiare le strade di Monaco. Nel tempo indefinito che segue l’assordante sequela di spari e di urla, però, sono ancora tanti, troppi, i punti oscuri, che una intensa caccia all’uomo predisposta a stretto giro dagli agenti; il blocco dei mezzi pubblici; e un presidio capillare di ogni angolo della città e dintorni, non aiuterà a decodificare subito. E infatti, solo dopo ore di posti di blocco e di reparti speciali schierati ovunque, si scoprirà che il commando omicida era composto in realtà da una sola persona – e non da tre, come all’inizio si era sospettato – e che il killer, dopo aver seminato panico e morte, si è suicidato.

Il profilo psicologico del killer

Oggi i profili psichiatrici stilati sul conto dell’attentaore di Monaco parlano di un «un ragazzo depresso e con un evidente disturbo di personalità di tipo narcisistico paranoico, che ha voluto “riscattarsi” diventando un “eroe negativo”, ma sul quale ha pure giocato pesantemente un effetto emulazione, come dimostra il suo culto per precedenti folli massacri come quelli di Utoya, in Norvegia, e nella scuola di Winnenden vicino Stoccarda». Il presidente della Società italiana di psichiatria (Sip), Claudio Mencacci, descrive con pochi ma emblematici tratti la personalità di Ali Sonboly, il diciottenne tedesco-iraniano che ieri ha compiuto la strage nel centro commerciale Olympia di Monaco. E, nel trattegiarne i segni patologici e pericolosi, mette in guardia da un probabile e terribile “effetto contagio”, per scongiurare il quale – avverte – diventa “cruciale il ruolo dei mass media. Intanto, sul web, c’è chi plaude vergognosamente alla mattanza e inneggia alla jihad, compiendo un ulteriore scempio, e dimostrando di non aver capito dinamica, movente e origine della strage.