Il cervello, mantenerlo giovane si può e si deve: ecco come fare

FacebookPrintCondividi

Si celebrerà domani (venerdì 22 luglio ndr) la Giornata Mondiale del Cervello che festeggia incredibili potenzialità e imprescindibile decadenza del mitico organo. E allora, da esperti e semplici appassionati dell’argomento e, soprattutto, dai competenti membri della Società Italiana di Neurologia (Sin), ecco sciorinare trucchi, segreti e diktat per mantenerlo sempre giovane.

La Giornata Mondiale del Cervello

E allora, da astudi scientifici e conquiste mediche, sappiamo che – per esempio – patologie neurologiche come ictus, demenza e Parkinson colpiscono il 10-20% delle persone di età compresa tra 60 e 80 anni, e la proporzione sale a uno su tre tra gli over 80. Ma anche che possiamo aiutare il cervello a restare in salute grazie a giochi, letture, sport, dieta ricca di frutta e verdura ed evitando alcol e fumo. A ricordare tutto ciò, e a acelebrare anche nolto di più, in occasione della Giornata Mondiale del Cervello che si celebrerà domani, sono gli esperti della Società Italiana di Neurologia (Sin) che, tra le altre cose, ci fanno sapere che, oggi, le persone di età superiore ai 60 anni sono circa 800 milioni a livello mondiale, ma entro il 2050 saranno circa 2 miliardi.

Mantenere il cervello giovane: ecco come

Promosso dalla World Federation of Neurology, obiettivo del World Brain Day è quello di diffondere, tra giovani e meno giovani, tutte le misure di prevenzione volte a limitare l’insorgenza di danni cerebrali. Mantenere il cervello giovane, infatti, almeno in parte, è possibile. Via libera quindi ad attività stimolanti, volontariato, esercizio fisico, dieta ricca di agenti antiossidanti, ma anche monitoraggio di pressione, colesterolo e glicemia. Non sottovalutare, inoltre, i passatempi. In chi pratica giochi da tavolo il rischio di demenza è del 74% più basso, del 35% in meno per chi legge intensamente, fino al 69% più basso per chi suona un strumento e il 41% per chi si diverte con i cruciverba. «È necessario rimanere mentalmente e socialmente attivi», spiega Leandro Provinciali, presidente Sin e direttore del Dipartimento di Scienze Neurologiche Ospedali Riuniti di Ancona, così come «controllare i disturbi di ordine ansioso e depressivo e limitare ogni condizione stressante, perché si ripercuotono sull’efficienza cognitiva».