I lobbisti imbarazzano ancora Di Maio: «C’è grande intesa con il M5S»

«Di Maio? Con noi era a suo agio, si è presentato come un politico che fa i conti con la realtà, che è fatta anche dai gruppi che rappresentano interessi, una componente essenziale di una democrazia. Non è un marziano. Se una forza vuole candidarsi al governo non può non tenere conto degli interessi organizzati, a meno che non si voglia relegare in un ghetto della politica». Dopo le polemiche sull’incontro svoltosi nei giorni scorsi a la tremenda gaffe di Di Maio sulla “lobby dei malati di cancro”, in un’intervista a Repubblica, è Fabio Bistoncini, promotore dell’incontro di mercoledì scorso tra l’esponente del M5S Luigi Di Maio e i lobbisti, svela i retroscena di quell’incontro. Con il Movimento “ci troviamo d’accordo sulla necessità di una regolamentazione chiara della rappresentanza di interessi. Vogliamo che i registri siano obbligatori, non più facoltativi”, dice Bistoncini. «Sui principi siamo perfettamente d’accordo col M5S, e dunque credo che la proposta di legge che presenteranno non sarà penalizzante per noi. Non è vero che il M5S è il partito che dice sempre no», osserva Bistoncini. «Lo dimostriamo in una ricerca del nostro centro studi: nel 25% dei casi in questa legislatura hanno votato insieme alla maggioranza. Hanno fatto approvare 800 loro emendamenti. Per questo studio abbiamo esaminato circa 35mila atti parlamentari, smentendo alcuni pregiudizi sul M5S», spiega ancora il lobbista. E le sue parole sono destinate a infiammare ancora il dibattito tra i grillini sulla rete, con i lobbisti che da nemici si sono trasformati in possibili alleati nei palazzi.