“Gomorra” in Lombradia: criminali si ispiravano ai boss della fiction: presi

Ventiquattro arrestati (10 in carcere, 11 ai domiciliari e 3 all’obbligo di dimora) e cinquantasei indagati a piede libero. Sono i numeri dell’operazione Cave canem condotta dai carabinieri di Vigevano e che ha smantellato un sodalizio criminale particoalrmente attivo nel Pavese. Oltre all’associazione a delinquere, i reati ipotizzati riguardano detenzione, cessione illegale di armi (ne sono state ritrovate non meno di 27 armi da fuoco, diverse delle quali clandestine e di provenienza illecita), incendi dolosi, rapine, estorsione, truffe a danni di compagnie assicurative. Sequestrati anche 2 chili di marijuana e 500 grammi di cocaina pura. Curiosità: l’operazione è stata battezzata Cave canem perché nelle intercettazioni telefoniche i malavitosi si riferivano ai carabinieri chiamandoli «cani». In realtà, è uno spaccato di una “Gomorra” pavese.

L’operazione “Cave canem” ha portato a 24 arresti

Il gip di Pavia, Carlo Pasta, che ha accolto l’impianto accusatorio dei pm Mario Andrigo e Roberto Valli, ha infatti ritenuto i componenti dell’associazione concretamente e notevolmente pericolosi. Secondo i carabinieri avevano adottato «un modello delinquenziale con metodologie riconducibili a quelle peculiari delle consorterie utilizzate nelle terre di origine, che ha tentato di assumere il pieno controllo della città ducale, grazie ad una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità». L’ispirazione di “Gomorra” è riscontrabile anche nella circostanza che i protagonisti si vantavano delle loro azioni con le amanti e con i figli, che spesso conducevano sui luoghi dei reati per ostentare il loro operato ai fini di indottrinamento.

I malavitosi si vantavano sul web, per imitare “Gomorra”

Così come – ennesimo indizio che riconduce a “Gomorra” – sempre secondo quanto accertato dai carabinieri, il gruppo criminale arrivava ad esaltare le proprie gesta con un video musicale “rap” postato sul web. Gli arresti sono stati eseguiti tra Vigevano, Gambolò, Garlasco, Alagna, Cassolnovo, Gravellona Lomellina, Torre d’Isola e Buccinasco. Secondo gli investigatori, gli appartenenti all’associazione, tutti italiani e ben radicati sul territorio negli ultimi anni, non hanno esitato ad armarsi con l’intento di trasformarsi da giovani malavitosi a boss di spessore ottenendo il pieno controllo del territorio dell’intera Lomellina.