Giovanni Toti: “Ecco come sceglieremo il futuro capo del centrodestra”

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«Siamo un partito che se vuol farsi male, ci riesce benissimo, come si è visto a Roma e a Torino, dove abbiamo raccolto il 4%. Se invece si fanno le scelte giuste, quelle che ci chiede l’elettorato, come a Milano o in moltì altri capoluoghi, si arriva al 20%». Ma che modello vincente può essere Milano? Lì avete perso. «Di poco. E partivamo molto indietro. Parisi ha fatto una gran bella corsa anche se non scevra di errori. E altrove, come a Savona, Grosseto, Trieste, Pordenone, Cosenza, Novara e in altri capoluoghi abbiamo vinto. Solo aggregandoci possiamo essere competitivi», spiega Giovanni Toti a “Libero“.

Toti lancia un appello all’unità del centrodestra

Mi delinei i confini di questa aggregazione? «Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, più qualche ex che adesso sta dall’altra parte o che ha già cominciato a ripensare alla sua posizione». Un ritorno dei traditori? «Non traditori, persone che si sono trovate un contenitore di riflessione in attesa degli eventi». Pensi ad Alfano? «Non solo. Quanto può continuare a fare la stampella del Pd un partito che si chiama Nuovo Centrodestra? Siamo in presenza di un ossimoro. Mentre la Lega e Fdi hanno nel dna una vocazione governativa. Guarda in Lombardia, Veneto, nella mia Liguria. Salvini ha usato la Le Pen e il populismo per aumentare i voti, ma governare interessa al suo partito». Però se si lega a voi non sarà mai il capo della coalizione. «E chi lo dice? Basta che il suo partito ottenga più consensi».

Toti propone uno statuto della federazione del centrodestra

Quale ruolo pensi che avrà il Cavaliere in futuro? «Quello che deciderà di avere. E certamente quello di leader del nostro partito. Parlarne è un puro esercizio retorico perché il tema non è la leadership di Forza Italia, che resta indiscutibile, ma cosa sarà del centrodestra e quale sarà il futuro assetto della coalizione». Sei andato a trovare Berlusconi in ospedale? «No, l’operazione che ha subito non è uno scherzo e abbiamo scelto tutti di lasciarlo tranquillo. L’ho sentito più volte». Sta scegliendo l’erede politico? «Nei partiti le designazioni dall’alto non hanno senso». E come verrà fuori allora il prossimo candidato premier? «Con gli alleati dobbiamo scrivere uno statuto della federazione del centrodestra con regole precise sulle modalità di scelta e applicarle».