Giorgia Meloni: «Parisi? Il “modello Milano” non mi pare così vincente…»

Tengono banco nel centrodestra le parole di Stefano Parisi che ha lanciato un modello-Milano da cui partire per la riorganizzazione del centrodestrea. Le sue frasi sono state considerate una sorta di “autocandidatura” a una leadership prossima ventura, ma Parisi smentisce. «Non sono per la rottamazione, non voglio fare il capo di Forza Italia e non pongo la questione della leadership ma solo il tema di una piattaforma liberal – popolare per non farci essere solo il partito del no, dobbiamo cominciare a fare una proposta di governo». Lo afferma Stefano Parisi parlando a Omnibus su La7. «Voglio soltanto dare una mano per ricostruire il centrodestra. In tanti pensano di votare per noi e per un programma di governo. E in tal senso è stato fatto un grande lavoro a Milano. Con questo – prosegue – non voglio prendere il posto di Berlusconi ma solo aiutare». A una domanda sul pranzo ad Arcore tra il Cavaliere i vertici di Forza Italia, risponde: «Non ci sarò, non sono di Forza Italia»

Meloni: «Il modello Milano non mi pare così vincente…»

Le voci del centrodestra non tardano a commentare quella di Parisi, il cancidato sindaco uscito sconfitto, sia pur di un soffio, dalle Comunali di Milano. «Nella mossa di Stefano Parisi almeno un elemento di chiarezza c’è: ha detto che voterà no al referendum costituzionale, e questa è un’ottima decisione, ma per il resto «non mi sembra che il “modello Milano” sia così vincente, visto che alla fine le elezioni Parisi le ha perse». Per la leader di FdI Giorgia Meloni, intervistata dalla Stampa, «Parisi ha fatto soprattutto un errore: annacquare troppo le sue posizioni. Per piacere a tutti si finisce per non piacere a nessuno. Ed è un errore che il centrodestra ha fatto troppo spesso. Gli elettori cosiddetti moderati, che poi secondo me lo sono sempre meno, vogliono magari la moderazione nei toni, ma di certo la chiarezza nelle proposte». Sul referendum, per il quale Parisi suggerisce che il premier Renzi non debba dimettersi in caso di sconfitta, la Meloni è chiarissima. «È Renzi che ha personalizzato questo referendum. La faccia ce l’ha messa lui. Quindi se perde se ne deve andare», dice Meloni, tocando un punto nevralgico. «Questo è il vero discrimine da cui deve ripartire il centrodestra. Siamo d’accordo o no che bisogna sbarazzarsi di Renzi? O sì o no. Basta inciuci. Se Renzi perde va a casa e gli italiani vanno a votare».

Brunetta: «Parisi? Non è il momento. Prima cacciare via Renzi, poi si vedrà»

Sulla stessa lunghezza d’onda di Giorgia Meloni , Renato Brunetta aggiunge: «L’Opa di Parisi su Forza Italia? Parisi è un amico, lo conosco da una vita, ha questa grande passione per la politica. A differenza che nelle imprese, l’Opa, in politica, non esiste”. Intervistato dal Corriere della Sera, il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta commenta così il progetto di Stefano Parisi per rigenerare il centrodestra. Il partito e il centrodestra sono «tutte cose che vengono dopo il referendum. Non prima. Forza Italia ha bisogno di una sola cosa: che vinca il No». Tutte le energie del centrodestra e di Forza Italia in questo momento sono concentrate sulla «battaglia per la liberazione dal renzismo. Sulla battaglia per il No al referendum, con la quale manderemo a casa Renzi», ribadisce Brunetta. «Tutti i contributi sono ben accetti. Bene i contributi del Movimento cinquestelle, bene l’impegno degli amici di Sinistra italiana, bene quella parte del Pd che vuole liberarsi da Renzi, benissimo il lavoro nostro, di Forza Italia, della Lega». In caso di vittoria del No, «quando una guerra finisce, tutto il comitato di liberazione nazionale brinda insieme”, anche con Beppe Grillo.