Giorgia Meloni: «Istituire il reato di predicazione fondamentalista» (Video)

Divenga reato la predicazione dell’islam fondamentalista, quello wahabita e salafita, che prevede la pena di morte per l’apostasia o per la blasfemia. Lo chiede Fratelli d’Italia con una proposta di legge, illustrata in conferenza stampa da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Fabio Rampelli, Edmondo Cirielli e Giovanna Petrenga. Il testo, ha spiegato la Meloni, verrà proposto anche agli altri gruppi parlamentari per averne sostegno, ma su esso verrà lanciata una Petizione popolare, con una raccolta di firme così che “a settembre la proposta abbia in Parlamento un sostegno popolare”.

Meloni: la petizione per introdurre il reato di integralismo

La Proposta di legge punisce con la reclusione da quattro a sei anni «chiunque, al fine di o comunque in maniera tale da mettere in concreto pericolo la pubblica incolumità propugna o propaganda idee dirette a sostenere sotto qualsiasi forma a) l’applicazione della pena di morte per apostasia, omossessualità, adulterio o blasfemia; b) l’applicazione di pene quali la tortura, la mutilazione e la flagellazione; c) la negazione della libertà religiosa; d) la schiavitù, la servitù o la tratta di esseri umani». In più la stessa pena si applica anche a chi finanzia «organizzazioni che svolgono, anche nei luoghi di culto, attività dirette a commettere il reato»  introdotto dalla proposta di legge. Va incontro ad una pena da tre a cinque anni «chiunque riceve da uno Stato straniero o da organizzazione o soggetti stranieri, beni o denaro destinati a essere in tutto o in parte utilizzati al fine di commettere il reato». La proposta di legge mira quindi ha colpire la predicazione dell’Islam fondamentalista non solo nei luoghi di culto, bensì anche, ha sottolineato La Russo, attraverso il web.

No al referendum: tre buoni motivi

Parallelamente giorgia Meloni ha ribadito forte e chiaro il suo impegno e di FdI per il No al Referendum costituzionale: un referendum che non ablisce il Senato e soprattutto non recepusce nulla della battaglia storica della destra italiana per un vero presidenzialismo. In ultimo, la personalizzazione del referendum sulla persona del premier rende ancora più bassa la qualità delle modifich che si iintndono apportare alla Costituzione (ecco il video)