Gasparri: «Renzi minaccia elezioni anticipate? È una pistola scarica»

«Renzi è in tale difficoltà che fa vanamente minacciare da Lotti la sua sbrindellata maggioranza facendogli dire che si potrebbe andare a votare subito, prima ancora del referendum costituzionale, giocando la carta della disperazione. Della serie: volevo cambiare il Paese, me lo hanno impedito, chiedo la fiducia al popolo. È una pistola scarica quella che Renzi e Lotti stanno agitando. Non solo perché è il Presidente della Repubblica l’unico ad avere il potere di decidere il futuro della legislatura. Ma anche perché nessuno crede più al fanfarone di Firenze e ai suoi portavoce». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri. “Tra l’altro, anche se si votasse, il referendum si farebbe lo stesso perché sono quelli abrogativi che vengono rinviati di un anno in caso di elezioni anticipate. Non quelli di altra natura. Nel 2006 un referendum confermativo sulla riforma costituzionale fu votato all’indomani delle elezioni». Insomma, «Renzi dice fesserie», incalza Gasparri. «Minacciare di votare con la legge esistente per il Senato, il cosiddetto consultellum, vorrebbe dire condannare il paese al consociativismo permanente. FI è totalmente contraria a questa prospettiva. Pertanto, sconfitto Renzi al referendum e trascinato nel baratro, insieme alla pessima riforma costituzionale e l‘Italicum, servirà una legge elettorale che consenta una chiara scelta agli elettori. Senza imbrogli ne’ consociativismo». «Le minacce di Renzi e Lotti – Conclude Gasparri –  vanno respinte al mittente, comprese quelle che fanno ai dissidenti della loro risicata maggioranza. Richiamiamo l’attenzione del Quirinale, che sappiamo essere molto attento, sul comportamento teppistico di questi giovanotti».