Follie vegane, migliora il bimbo denutrito ricoverato nel Milanese

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Migliorano le condizioni del bimbo denutrito ricoverato nel Milanese. Ma quello che sconvolge, è che sia potuto succedere ancora: che un altro bambino possa essere diventato vittima di scelte erronee fatte dai genitori. Che la cronaca sia tornata a registrare ancora il caso di un neonato che l’ospedalizzazione ha salvato da un ulteriore degenerazione della sua salute, gravemente messa a repentaglio da un regime alimentare non consono alle esigenze di un bimbo di poco più di un anno. Per fortuna, però, e soprattutto, grazie ai medici, è in «buone» condizioni il piccolo degente ricoverato nei giorni scorsi al Policlinico di San Donato (Milano) per le conseguenze di una grave denutrizione causata da un regime alimentare molto restrittivo, a cui lo sottoponevano i suoi genitori vegani. A confermarlo sono fonti dell’ospedale, dove il bimbo si trova da alcuni giorni.

Migliorano le condizioni del bimbo denutrito

Nato nel maggio 2015, il bambino era stato portato lo scorso primo luglio all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano con una «gravissima malnutrizione e i livelli di calcio quasi incompatibili con la vita». Nonostante il referto ospedaliero, i genitori avrebbero insistito per non dare al bimbo (denutrito) in alcun modo latte e latticini, nonostante il piccolo avesse anche un problema cardiaco congenito (per il quale è stato curato dai cardiochirurghi del San Donato) che lo rendeva più fragile. Così, dopo che padre e madre hanno riportato a casa il bimbo, i medici hanno provveduto a informare la Procura, che a sua volta  ha incaricato la polizia di andare a prendere il piccolo; e dopo alcuni accertamenti all’Ospedale Buzzi di Milano, il bimbo denutrito e in pessime condizioni di salute è stato affidato al San Donato, dove si trova in cura tuttora. Secondo i clinici ci vorrà un po’ di tempo per riportare la situazione alla normalità, ma il bambino «non dovrebbe andare incontro ad alcun problema con la corretta alimentazione».

Un caso (purtroppo) non isolato

E allora, proprio l’associazione di questi due termini: «corretta alimentazione», rappresenta il binomio che in questa, come purtroppo anche in molte altre storie, può fare la differenza. Il caso del piccolo ricoverato al Policlinico di San Donato segue infatti quanto si è verificato alcuni giorni fa a Genova, e ancora prima a Firenze. Ma anche la consapevolezza di altri casi precedewnti, purtroppo non ha fatto sì che si evitasse l’ennesima recidiva, e così è potuto succedere di nuovo. Ed è successo ancora: il bimbo,afflitto da un «gravissimo stato di malnutrizione» e con livelli di calcio quasi incompatibili con la vita», ha rischiato veramente tanto. Ma i genitori non si sono smossi di un millimetro: come riportato nelle scorse ore dal Corriere della sera, infatti, i due «si sono prima raccomandati di non somministrare in alcun modo latte e latticini al piccolo, poi hanno fatto sapere che non avrebbero collaborato, e infine hanno riportato il figlio a casa». I medici, però, hanno informato la Procura che ha incaricato la Polizia di andare a prendere il bambino direttamente a casa, in zona Baggio. Dopo esami di accertamento all’ospedale Buzzi, il piccolo ora si trova all’ospedale San Donato, dove le sue condizioni di salute sarebbero in miglioramento.

In aumento i bimbi malnutriti per diete “fai da te”

E come il caso del bimbo denutrito ricoverato nei giorni scorsi nel Milanese, sono sempre di più i bimbi malnutriti per colpa di diete “fai da te”, di un’alimentazione squilibrata imposta nell’età dello sviluppo quando l’organismo richiede l’apporto di specifiche sostanze e di immancabili alimenti. E allora, dalle mamme che danno solo cibi cotti ai figli provocando loro lo scorbuto, a quelle che tolgono il latte per presunte allergie mai dimostrate, sono sempre di più frequenti purtroppo i casi di malnutrizione che arrivano negli ospedali. Così, come raccontato da Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale del Bambino Gesù di Roma, sono in allarmante aumento gli episodi simili a quello del bimbo ricoverato nel milanese. «I casi di alimentazione non sempre adeguata si moltiplicano, noi medici ormai stiamo imparando a fronteggiare queste situazioni, ma qualche volta è molto difficile capire cosa è successo – ha  spiegato in queste ore il dottor Villani –. Abbiamo avuto ad esempio un bambino apparentemente in salute che era invece del tutto privo di vitamina C perché la mamma gli dava da mangiare solo cose cotte e frullate. Poi ci sono bambini allergici o ritenuti tali con diete incongrue, con il paradosso che l’allergia alimentare è presente in realtà in meno del 3% dei bambini, mentre quelli a dieta sono molti di più. In molti casi la situazione si risolve, ma in altri ci sono danni permanenti. Una paziente nutrita solo con la dieta vegana che è arrivata da noi l’anno scorso con un deficit gravissimo di vitamina B12 ha dei danni neurologici ancora oggi, e difficilmente riuscirà a guarire».

Sos alimentazione completa

Spesso a determinare la scelta di togliere uno o più alimenti, è emerso da un recente convegno promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, sono test allergici non validati, come quelli che trovano teoriche intolleranze ai metalli imponendo di eliminare alcuni cibi. Altri genitori decidono di togliere il latte autonomanente, anche sulla base di teorie pseudoscientifiche, sostituendolo con il latte di mandorla che però ha un contenuto proteico enormemente inferiore. Anche la dieta vegana, sempre più di moda, è un pericolo per i bambini secondo Villani, che è anche vicepresidente della Società Italiana di Pediatria. «Mentre gli adulti hanno un organismo ormai completo, e non c’è l’indispensabilità di una dieta variegata, nei bambini tutti gli studi e le linee guida ribadiscono che la dieta migliore perchè cresca sano è quella di tipo mediterraneo, con un apporto proteico anche da carne e pesce in quantità non eccessive. Noi come pediatri dobbiamo suggerire il meglio, e dobbiamo dire chiaramente che non bastano i supplementi, dobbiamo fare in modo che i bimbi vengano nutriti in maniera completa, e non accontentarci che sopravvivano. Poi c’è sempre qualcuno che afferma il contrario, ma bisogna pensare che dietro queste diete “fantasiose” spesso ci sono anche degli interessi economici»…