Fiumicino, centrodestra contro Montino: no ai migranti. Ecco perché

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Un ulteriore dispendio di risorse economiche e un preoccupante aumento della tensione sociale già alle stelle: questo significa per i gruppi di opposizione al comune di Fiumicino l’arrivo previsto probabilmente  per le prossime 24 ore di altri 50 migranti che la cittadina sul litorale laziale sarà costretta ad accogliere.

Fiumicino, il centrodestra: no all’arrivo di 50 migranti

Non è da ieri, del resto, che i gruppi di opposizione a Fiumicino esprimono critiche e preoccupazione per la gestione del flusso migratorio che la città si ritrova da tempo ad affrontare e che adesso, con il ventilato arrivo di lunedì – trapelato da notizie di stampa – di circa 50 migranti che verrebbero accolti in una struttura all‘Isola Sacra, gestita da una cooperativa, tornano ad esprimere disappunto e perplessità. “Il sindaco Montino – affermano i consiglieri comunali Mauro Gonnelli, Federica Poggio e William De Vecchis – sa della realizzazione di una struttura di accoglienza nel nostro Comune da oltre un anno e mai si è opposto con i fatti. Ne è la prova l’ordine del giorno, presentato a marzo 2015 dall’opposizione, in cui si chiedeva un netto “no” al primo cittadino alla realizzazione di strutture di accoglienza nel nostro territorio. Documento questo bocciato da Montino e dalla sua maggioranza”.

Crisi economica e criminalità in aumento: i motivi del no

Non solo: i consiglieri di centrodestra ribadiscono come il Comune, “già alla prese con una crisi occupazionale e sociale durissima e una contrazione delle risorse economiche in tutti i settori, soprattutto nel sociale, non possa sobbarcarsi un altro milione e mezzo di euro oltre ai 692.000 che ogni anno già spendiamo per i richiedenti asilo. Questo significherebbe azzerare qualsiasi contributo per le famiglie in difficoltà. La presenza di oltre 50 migranti, inoltre, rischierebbe di creare inoltre tensione sociale che andrebbe a incidere in modo significativo sulle ormai insufficienti risorse finanziarie a disposizione e acuire il fenomeno della microcriminalità che ha raggiunto livelli intollerabili”. Al sindaco Montino l’ardua risposta: prima o poi dovrà giustificare le sue scelte di accoglienza anche a dispetto delle difficoltà degli abitanti di Fiumicino.

Il M5S al governo: cosa si aspetta a chiudere il Cara di Mineo?

“Al centro di prima accoglienza di Mineo si fa la tratta di uomini, si spaccia droga e si violano i diritti dei migranti: cosa aspetta il governo per chiuderlo immediatamente? Che dice il ministro dell’Interno, Angelino Alfano? C’entrano i guai del suo partito con la vicenda finita nell’inchiesta Mafia capitale?”. Lo affermano in una nota i parlamentari M5S della Commissione Cie-Cara che sono stati in visita ispettiva al centro di Mineo. “Le evidenze portate a conoscenza della commissione non pongono alcun minimo dubbio sulla necessità di chiudere immediatamente il centro… Bisogna fermare questa zona franca dentro il territorio italiano. Cosa aspetta il governo? Cosa aspetta Alfano? Di fronte alla sicurezza dei cittadini non ci sono interessi che tengano”, concludono i parlamentari M5s.