Famiglie italiane in difficoltà, oltre la metà costretta a risparmiare sul cibo

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Brutto segno quando una famiglia comincia a risparmiare sul cibo. Vuol dire che le sue difficoltà economiche sono in aumento e che la preoccupazione per il futuro si fa sempre più forte. Ma è quello che sta accadendo oggi in Italia, con buone pace del trionfalismo di Renzi e della “ripresa” sbandierata da Padoan. Oltre metà delle famiglie italiane nel 2015 prova infatti a limitare le spese per il cibo e una su cinque cerca di risparmiare anche su quelle sanitarie. Gli ultimi dati dell’Istat mostrano inoltre che la quota di famiglie che cerca di fare economie su abbigliamento e calzature raggiunge il 63,2%, per gli alimentari è al 53,8%, per la cura e igiene della persona al 51,3% e per le bevande al 50,9%. La sanità, con il 20,3% che cerca di risparmiarvi, risulta la voce sulla quale le famiglie agiscono meno, essendo in larga misura incomprimibile.

Una famiglia di 4 persone la spesa mensile scende di 31 euro

Nel complesso l’Istat stima che la spesa media delle famiglie nel 2015 sarebbe aumentata dello 0,4% rispetto al 2014 e dell’1,1% nei confronti del 2013. Ma si tratta di un dato medio e come tale poco rappresentativo. Per l’Unione nazionale consumatori «non c’è da stare allegri»: «Si tratta di un aumento di spesa inferiore a 11 euro. Inoltre non bisogna frasi trarre in inganno dalle medie del pollo».  «La famiglia a cui si riferisce questo dato, infatti, è una famiglia media che non esiste. Per una famiglia di 4 persone, sempre secondo i dati Istat, la spesa mensile scende di più di 31 euro, -0,98%, passando da 3189,75 euro del 2014 a 3158,61 del 2015. Su base annua significa 373 euro in meno. Altro che aumento!». Questo il commento di Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.