Espulso imam radicalizzato: predicava l’odio contro l’occidente. E non solo…

Nemico giurato dell’occidente, aveva persino chiamato una delle sue figlie Jihad, l‘imam marocchino radicalizzato Mohammed Madad, sorvegliato dalla Digos reggiana, espulso dall’Italia, e imbarcato alle 22.40 di martedì sera su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco. per capire quanto poteva essere pericolosa la sua presenza all’interno dei nostri confini, basti pensare che, in ragione dei sospetti a suo carico, al predicatore islamico è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni.

La Digos espelle un imam marocchino radicalizzato

L’imam, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano, e di recente nel Vicentino, è stato espulso su provvedimento del ministro dell’Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Il predicatore era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto che ha via via preso corpo agli occhi degli investigatori, allora, è che l’uomo – fuori e dentro la moschea – potesse arrivare ad agevolare il terrorismo internazionale. Così, alle indagini che hanno portato alla espulsione dell’imam di Noventa Vicentina ha collaborato anche la polizia di Vicenza: Madad è stato prelevato martedì da casa, ed è stato imbarcato alle 22.40 su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco, da dove non potrà rientrare in Italia per i prossimi 15 anni. L’accusa, a carico dell’imam di matrice salafita, è di essere un sostenitore dell’Islam radicale.

I suoi sermoni sempre più violenti

L’uomo era da qualche mese alla guida del Centro di preghiera e cultura islamica a Noventa Vicentina, dove era arrivato alla fine dell’anno scorso da Carpineti, sull’Appennino Reggiano. A Reggio Emilia seguiva una comunità religiosa in località Gatta. Una volta trasferito nel Vicentino, gli accertamenti della polizia – cui era stato segnalato dai colleghi reggiani – hanno constatato la progressiva radicalizzazione dell’imam, i cui sermoni sono diventati sempre più antioccidentali e violenti, miranti anche all’indottrinamento dei minori della comunità. Madad – che prima di diventare esclusivamente iman aveva fatto l’operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica – tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti “rituali magici”.

L’imam inneggiava all’odio religioso

Ma dalla scalata imprenditoriale ai rituali magici, l’imam marocchino radicalizzato sembra essere passato, nel giro di breve, al sospetto di poter «agevolare le organizzazioni terroristiche e le loro attività». E allora, è proprio con queste motivazioni che la Digos reggiana, guidata dal dirigente Lucio Di Cicco, ha dato esecuzione al provvedimento nei confronti del predicatore islamico tenuto sotto controllo ormai da mesi, la cui predicazione radicale nel vicentino si è contraddistinta per forti toni contro l’occidente e per argomenti vicini a quelli dell’islam estremista salafita.