Enrico Mattei, ecco tutte le strane “coincidenze” dell’attentato in cui morì

“Gli obiettivi di Mattei in Italia ed all’estero dovrebbero destare preoccupazioni. Mattei rappresenta una minaccia per gli obiettivi della politica che gli Stati Uniti intendeono perseguire in Italia”. Così si legge in un rapporto del Dipartimento di Stato americano datato 3 settembre 1957. Il 1957 è l’anno in cui l’Eni di Enrico Mattei stringe accordi che rimarranno alla storia con i governi dell’Egitto e dell’Iran. Ed è proprio da quell’anno che la politica dell’ente energetico italiano si manifesta in tutta la sua carica dirompente per gli interessi petroliferi anglo-americani nel Mediterraneo.

Questa fase cruciale della storia nazionale è ripercorsa in un bel libro di Marco Valerio Solia, Mattei Obiettivo Egitto- L’Eni, Il Cairo, le Sette Sorelle (Armando Editore, pp 159 eu 17.00). Solia è un giovane studioso e ci propone la figura di Enrico Mattei in tutta la sua grandezza, unitamente alle trame, agli intrighi e agli interessi che fanno da sfondo all’attentato che costò la vita a lui, al pilota Irnerio Bertuzzi al giornalista americano William McHale il 27 ottobre del 1962 a Bascapé. Il volume verrà presentato dall’autore in un colloquio con Aldo Di Lello domani 6 luglio, ore 18.00, presso la sede della Danti Alighieri a Roma (piazza di Firenze 27).

Il libro di Solia analizza in particolare i rapporti tra Mattei e l’Egitto di Gamal Nasser nel quadro  dei mutamenti geopolitici del Mediterraneo degli anni Cinquanta, del processo di decolonizzazione e dell’emergere di una nuova politica estera italiana, molto più attenta alla difesa degli interessi nazionali ed alla tutela della propria indipendenza energetica.

L’autore dimostra come il presidente dell’Eni scompaginò il monopolio energetico delle Sette Sorelle in Medio Oriente. In Nasser e nei Liberi Ufficiali Mattei trovò il perno della sua politica araba, divenendo un faro naturale per quei popoli che volevano infrangere le catene del colonialismo euro-atlantico e ottenere le chiavi del proprio sviluppo.

Diverse le piste seguite dall’autore, ad iniziare dalla crisi di Cuba del 1962, avvenuta in contemporanea alla morte del presidente dell’Eni, che rischiò di portare il mondo sull’orlo della catastrofe. La prevista chiusura di un accordo con gli algerini, amici storici di Mattei, è un altro dei tasselli che potrebbero illuminare sui mandanti dell’attentato di Bascapè.

Ugualmente rilevante era il viaggio che Mattei avrebbe dovuto nelle settimane successive per incontrare Kennedy ed ottenere finalmente il riconoscimento internazionale del proprio operato, ipotesi che terrorizzava le grandi compagnie del petrolio. Ultima, ma altrettanto rilevante, la “coincidenza” irachena: il presidente dell’Eni si era infatti speso per far promulgare nel paese arabo una legge, la legge 80, che estrometteva la (controllata dagli inglesi) dal 90% del territorio iracheno. Peccato che pochi mesi dopo un golpe militare, sostenuto dagli angloamericani, sovvertì il regime di Qassem e, come prima misura, cancellò proprio quel provvedimento.

La ricostruzione dell’autore è indirizzata a ripercorrere ed analizzare a 360° la politica estera di Mattei ed il ruolo internazionale che lui riuscì a ritagliare per il nostro paese e per tutti i popoli del Mediterraneo. Un libro fondamentale per capire un passaggio decisivo della nostra storia. E per illuminare un problema cruciale: la sovranità energetica dell’Italia. Ieri come oggi.