Dramma sul Gran Sasso, due alpinisti esperti precipitano dal monte Camicia

FacebookPrintCondividi

Dramma sul Gran Sasso. Un incidente si è verificato sulla parete nord del monte Camicia (Gran Sasso) in queste ore. Sulle prime le notizie che arrivano sono scarse e frammentarie: i soccorritori parlano genericamente di «corpi da recuperare». Poi, col passare delle ore, i contorni dell’incidente assumono connotati più definiti e la notizia si delinea in tutta la sua drammaticità: le vittime sono due alpinisti italiani assai esperti, Roberto Iannilli, 62 anni di Cerveteri (Roma), e Luca D’Andrea di Sulmona.

Dramma sul Gran Sasso: precipitano due alpinisti esperti

Il Soccorso Alpino li avrebbe trovati ancora legati tra loro, quasi alla base della parete nord: uno dei due potrebbe aver perso l’appiglio e avrebbe così provocato la caduta del compagno. I due erano impegnati in un’arrampicata per l’apertura di una nuova via di ascensione, lungo la parete nord del monte Camicia in Abruzzo, sul Gran Sasso. Da molti anni erano impegnati in imprese comuni, come quella finita in tragedia oggi, in Abruzzo. In particolare Iannilli è considerato uno dei massimi esperti di arrampicata in Italia. Ha aperto centinaia di nuovi itinerari nel nostro Paese come all’estero. Ha vinto per due volte il premio “Consiglio”, massimo riconoscimento alpinistico italiano. Non solo: era particolarmente legato al Gran Sasso dove, in solitaria o con altri escursionisti, negli anni è riuscito ad aprire più di 100 nuove vie. Inoltre è stato tra i finalisti al premio internazionale Piolet d’Or, per una impresa compiuta sulle Ande peruviane. Molto nota, tra gli appassionati, è anche la sua scalata alla Bartolomei Tower, sull’Himalaya.

I due corpi erano legati da un’unica corda

E invece stavolta le cose sono andate diversamente: fatalità, dolo, ora importa poco: ci si sofferma sul dolore della perdita, sulla drammaticità dell’evento, sui dettagli che emergono via via della precipitosa caduta. E allora, per esempio, sono stati trovati uno accanto all’altro, legati da una unica corda, i due corpi senza vita di Roberto Iannilli e Luca D’Andrea precipitati sul Gran Sasso. Impossibile al momento, però, dettagli e ricostruzioni ipotetiche a parte, ricostruire la causa della tragedia. «Stavano scalando una parete che ha uno sviluppo di 1200 metri – spiegano dal Soccorso Alpino – e non si può stabilire da che altezza siano precipitati». Iannilli già nel 2010 era rimasto vittima di un incidente simile, sempre sul Gran Sasso, durante una scalata: era precipitato per una trentina di metri e si era fratturato i polsi e ferito alla testa. Stavolta, purtroppo, la caduta è stata fatale, per entrambe.