Dopo 85 anni, preghiera islamica a Santa Sofia che però non è una moschea…

Per la prima volta in 85 anni, questa notte un muezzin ha richiamato i fedeli alla preghiera islamica da Santa Sofia a Istanbul, prima basilica e poi moschea, trasformata in un museo laico nel 1935 dal fondatore della Turchia repubblicana, Mustafa Kemal Ataturk. Il gesto è destinato a scatenare dure polemiche visti i tentativi di riconvertirla in moschea. I minareti di Santa Sofia hanno diffuso l’invito alla preghiera del mattino dopo la cosiddetta ‘notte del potere’, al termine dell’ultimo venerdì di Ramadan, che rievoca la rivelazione del Corano al profeta Maometto.

Negli ultimi 4 anni, inviti alla preghiera erano già stati diffusi dai minareti di Santa Sofia, ma mai il muezzin lo aveva fatto dall’interno dell’edificio. Il suo richiamo ai fedeli è stato trasmesso in diretta tv, alla presenza del capo della presidenza turca per gli Affari religiosi (Diyanet), Mehmet Gormez. Completata come basilica cristiana dall’imperatore bizantino Giustiniano I nel 537, Santa Sofia era stata convertita in moschea nel 1453, dopo la conquista ottomana di Costantinopoli. In maniera ricorrente, gruppi islamisti hanno manifestato davanti a Santa Sofia per chiedere che ritorni a essere un luogo di preghiera islamico. Un’eventualità non esclusa negli anni anche da alcune autorità turche. Il mese scorso, il governo greco aveva espresso una protesta formale a seguito di una lettura del Corano a Santa Sofia, all’inizio del mese sacro islamico del Ramadan.