D’Alema guarda al dopo-Renzi: “Non ci sarà il diluvio, ma il buonsenso”

Il vento politico sta girando, radio, tv e giornali sono tornati a cercarlo e in questo improvviso revival Massimo D’Alema si ancora ad una certa materialità della politica: «Mi chiedo come faranno i cittadini ad orientarsi in vista del referendum sulla Costituzione. Devono votare a favore o contro un libro…». Un libro? D’Alema seduto alla scrivania della Fondazione ItalianiEuropei – mostra un opuscolo: «Questo è il volumetto di parecchie pagine, che la Camera dei deputati ha pubblicato con tutte le modifiche alla Costituzione. Un testo farraginoso e confuso, di difficile comprensione persino per i tecnici, figurarsi per un cittadino. Sarebbe stato corretto formulare diversi ddl per i punti della riforma e consentire ai cittadini di rispondere ai quesiti, con un si o con un no, ma evidentemente si è preferito impostare il referendum come un plebiscito», spiega al Secolo XIX.

“Riforma della Costituzione è di difficile comprensione”

Quasi inevitabile che Renzi enfatizzi un atteggiamento del tipo: dopo di me il diluvio. Sta nel gioco? «No. Si vota sulla Costituzione e si dovrebbe farlo con un confronto sereno anziché in un clima di paura, dominato dal preteso rischio di ingovernabilità e addirittura di recessione di cui Confindustria si sta facendo portavoce. Ma attenzione: in questa fase l’opinione pubblica, se si sente ricattata da una campagna palesemente menzognera, si irrita. Se vincerà il No e Renzi insisterà nel volersi dimettere, dopo di lui non ci sarà il diluvio, semmai il buonsenso». Ma oggi un governo c’è e invece la vittoria del No cancellerebbe esecutivo e riforma istituzionale. Non è troppo? «Anzitutto io non chiedo le dimissioni di questo governo. Se cade questa pasticciata e confusa riforma, il Parlamento non soltanto potrà non essere sciolto – e da questo punto di vista confido nella saggezza del Capo dello Stato – ma io credo che ci saranno anche un governo, se necessario, e una nuova legge elettorale».

D’Alema: “Se vince il No, Renzi non deve dimettersi”

Chiedere a Renzi di restare dopo tutto quello che ha detto, non somiglia ad una provocazione? «Le dimissioni sono qualcosa che lui ha gettato nella mischia per ragioni politiche, legittime, ma tutte sue. Per la verità nessuno chiede le dimissioni di Renzi. Se non Renzi. E in ogni caso a quel punto si potrebbe fare una riforma, condivisa, chiara e rapida».