Da Rouen a Roma, i musulmani in preghiera con i cattolici nelle chiese

Da Rouen a Roma musulmani in chiesa in segno di solidarietà con i cattolici colpiti dal terrorismo. L’iniziativa del Consiglio per il culto musulmano in Francia è stata accolta e rilanciata  in Italia dalla Coreis (Comunità Religiosa Islamica). Nelle principali città italiane delegazioni di fedeli musulmani si sono recati nelle chiese nel momento della messa per pregare insieme ai cattolici in nome della pace e per scongiurare la guerra civile globale. E’ una iniziativa senza precedenti, che è stata accolta con grande favore dalla Chiesa cattolica. Parole di apprezzamento sono venute dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco . La partecipazione è stata numerosa e significativa. “Sono state più di 15mila a livello nazionale, un migliaio in Emilia-Romagna, le adesioni al mio appello per recarsi oggi nella chiesa più vicina, salutare il sacerdote e dire che il mondo musulmano condanna il terrorismo e saluta il mondo cristiano portando il nostro slogan: preghiamo tutti insieme”. Lo ha detto Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), che ha partecipato in mattinata alla messa nella chiesa di San Giuseppe a Cesenatico raccogliendo molti applausi.

I musulmani nella cattedrale di Rouen

Decine di fedeli musulmani, famiglie, imam, seduti nell’ala a destra dell’altare. Le suore sopravvissute all’attentato li, in prima fila. Nella cattedrale di Rouen, presidiata dentro e fuori da agenti in divisa e soprattutto in borghese, si celebra la messa per ricordare padre Jacques Hamel, il sacrerdote sgozzato martedì scorso nell’assalto dei terroristi dell’Is alla chiesa normanna di Saint-Etienne-du-Rouvray. A officiare il rito, monsignor Dominique Lebrun,  vescovo di Rouen e primate di Normandia. “Accogliamo con particolare piacere questa mattina i nostri amici musulmani. Sono venuti a farci visita e li ringrazio a nome di tutti i cristiani perché, come noi, rifiutano i morti e le violenze. Come noi abbiamo

Musulmani e cattolici insieme a Torino, Napoli, Genova, Bari, Firenze, Trieste

“Insieme ai fratelli musulmani che sono qui oggi, ad allietare questa celebrazione, chiediamo al Signore il dono della pace”: lo ha detto il Vescovo ausiliario di Napoli, monsignore Gennaro Acampa, aprendo la messa del mattino nella Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli al quale ha partecipato una delegazione della federazione regionale della Campania della Confederazione Islamica. Cattolici e musulmani insieme, anche a Torino. I rappresentanti delle moschee che fanno riferimento alla Associazione islamica delle Alpi hanno partecipato alla messa nella chiesa della Consolata, il santuario nel centro del capoluogo. L’iniziativa dopo l’assassinio a Rouen, in Francia, di padre Jacques Hamel. La preghiera durante le intenzioni dei fedeli, perche’ “la pace è dono di Dio – ha detto il sacerdote celebrante – che richiede la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non, musulmani e cattolici”. Poi la stretta di mano, per lo scambio della pace, nell’abside alla sinistra dell’altare. Momenti Delegazioni di musulmani hanno inoltre partecipato alla Messa a Bari, Palermo, Firenze. Genova. Un incontro anche a Trieste.

Tre imam alla messa a Santa Maria in Trastevere

Una delegazione della comunità islamica ha assistito alla messa domenicale nella chiesa di Santa Maria in Trastevere in Roma per portare solidarietà alla Comunità di Sant’Egidio dopo i fatti di Rouen. Seduti in prima fila, davanti all’altare, tra gli altri, l’imam delle Moschea di via dei Frassini (Centocelle) e rappresentante dell’Ucoii, Mohammed ben Mohammed, l’imam della sala di preghiera di Magliana, Sami Salem, e l’imam della sala di preghiera di via Candia, Mohammed Hassan Abdelghaffar. Indossano i loro abiti tradizionali e all’ingresso, prima che iniziasse la liturgia, hanno salutato il rappresentante della Comunità di Sant’Egidio don Riccardo Mensuale.ascoltato in questi giorni dalle vostre voci, che sappiamo essere sincere, non è questo l’Islam”.

Gli islamici a Santa Maria di Caravaggio a Milano

La partecipazione delle comunità islamiche alla santa messa, dopo i fatti di Rouen, “in questo momento drammatico è un segno di profondo rispetto verso la sacralità della vita, dei luoghi e dei ministri del culto. Non si tratta di una iniziativa individuale, ma di una testimonianza di compartecipazione sacrale, che vede contemporaneamente portare un segno di vicinanza spirituale” alla comunità cristiana. Così l’Imam Muhyiddin Bottiglioni, partecipando alla visita degli Imam e dei rappresentanti religiosi della Coreis nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio, a Milano, prima dell’inizio della messa domenicale. “Questa è una testimonianza concreta, non teorica, di fratellanza con il cristianesimo. Un saluto fraterno in nome del Dio unico nel quale tutti ci riconosciamo. Grazie per questo momento e per avere accolto la nostra comunità”.

L’imam Pallavicini (Coreis): “Stop agli imam-fai-da-te”

“Non bastano più messaggi di solidarietà, note di condanna, parole di biasimo. Oggi entreremo in Chiesa per compiere un gesto semplice e concreto: diremo ai nostri fratelli offesi dalla violenza che noi ci siamo, e vogliamo dar loro un abbraccio”. Lo dice – al Mattino l’imam Yahia Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica italiana. “A Rouen – osserva – è stato varcato quel confine intangibile che assicura al fedele pace e protezione. In Chiesa trovava rifugio chi fuggiva dai nazisti. Nessuno può trovarvi la morte”. “L’Isis uccide in nome di un Islam falso, che si avvale della religione per perseguire obiettivi barbari che i veri musulmani hanno in totale spregio. Non sarà certo il gesto di oggi a porre fine al terrorismo. Ma – sottolinea – a partire da questo gesto, vogliamo dare, insieme alla Francia, il segnale che l’Islam europeo è presente e intende dare una risposta culturale forte contro l’estremismo”. Pallavicini ritiene “condivisibile” lo stop ai cosiddetti ‘imam-fai-da-te’: si tratta, dice, di una proposta che “la Coreis sollecita ormai da tempo”, la comunità euromediterranea deve “marcare distanze profonde da certe derive panarabiste e jihadiste che tentano di inquinare l’Islam alla radice”.