«Così Putin ha sconfitto il terrorismo che voleva distruggere la Russia»

Agli inizi degli anni Duemila «gli europei più saggi cominciarono a intuire quello che noi semplicemente non capiamo proprio, e cioè che nel nostro mondo la religione rappresenta un fenomeno di grande importanza. Non capiamo né il suo potenziale costruttivo, né la sua capacità distruttiva». Tikhon Sevkunov, archimandrita della Chiesa Russa Ortodossa e “confessore” del presidente russo Vladmir Putin, racconta in un’intervista a La Stampa come, con un’intuizione visionaria, Putin è riuscito a “contenere” e poi a sconfiggere la minaccia terroristica in Russia.
«È sufficiente dire per esempio – sottolinea il consigliere spirituale di Putin – che proprio alcuni teologi islamici portano oggi nella politica mondiale gigantesche forze con le quali tutti gli stati del pianeta sono costretti a fare i conti. Solo trent’anni fa nessuno avrebbe potuto credere a un simile scenario».
«Altrettanto pochi – continua Tikhon Sevkunov – sono quelli che capiscono che la Russia con Putin ha conseguito una difficilissima vittoria, assolutamente sottovalutata dal resto del mondo, nella terribile e pluriennale guerra al terrore».
Su quale sia il progetto dei terroristi, l’alto esponente del clero russo-ortodosso afferma: «Nel nostro caso era niente di più e niente di meno che la distruzione e la conquista di fatto della Russia. Quale effetto avrebbe potuto avere su tutto il mondo è possibile intuirlo, ma ci sono stati momenti in cui i terroristi internazionali sono stati vicini a raggiungere il loro obiettivo. Tutto è finito bene anche perché la Russia ha una grande esperienza di convivenza con i nostri fratelli musulmani nella stessa famiglia di popoli».