Civili uccisi e chiese distrutte: i dati della strage di cristiani fino all’orrore di Rouen

FacebookPrintCondividi

Circa il 63% in più di morti nel mondo e il doppio delle chiese sparse sul pianeta distrutte: con il brutale assassinio di Padre Jacques Hamel di 24 ore fa, in Francia, il tragico bollettino della barbara strage di cristiani nel mondo aggiorna i suoi terribili dati e riaccende i riflettori sui cristiani vittime della violenza interreligiosa e del fanatismo jihadista. E allora, non a caso, «sono i nuovi martiri del nostro tempo, un genocidio compiuto nel vergognoso silenzio dei grandi media», ebbe a dire ancora qualche mese fa la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, una delle personalità politiche che più fattivamente sta sensibilizzando su questo doloroso tema con iniziative pratiche e operazioni culturali.

La strage di cristiani nel report della ong “Porte Aperte”

Dunque, un report realizzato dalla ong Porte Aperte lo ribadisce una volta di più: è in atto, nel mondo, una strage sistematica di cristiani perseguitati, torturati, barbaramente uccisi e il 2015, in particolare, è stato il loro anno nero. Una tragica conferma enrtrando nel merito numerico della quale si evince che, secondo la World Watch List 2016, pubblicata il 13 gennaio scorso dalla ong internazionale Porte Aperte, l’anno passato sono stati uccisi 7.100 cristiani, rispetto ai 4.344 del 2014. Le chiese attaccate, invece, sono state oltre 2.400, contro le 1.062 dell’anno precedente. La persecuzione dei cristiani nei vari continenti nel 2015 è aumentata complessivamente del 2,6%. Tra il 2014 e il 2015 il numero di cristiani uccisi nel mondo a causa della fede che professano è aumentato quindi del 63% ed è più che raddoppiato il numero di chiese cristiane distrutte.

È l’Africa il Paese dove i cristiani rischiano di più la vita

Dunque, in molti paesi essere cristiani diventa di giorno in giorno più difficile, innanzitutto a causa del diffondersi dell’estremismo islamico che porta alla radicalizzazione delle società musulmane, ma anche a causa dell’arrivo dei nazionalisti al potere, come in India. Questa è la realtà fotografata nell’Indice mondiale redatto sin dal 1997 da Porte Aperte (Portes ouvertes). E se tra il primo novembre 2014 e il 31 ottobre 2015 sono stati uccisi nel mondo, a causa della fede che professano, almeno 7.100 cristiani, «questo dato riguarda unicamente le uccisioni per cui si hanno prove certe, e quindi è «una sottostima della realtà», afferma Michel Varton, direttore di Porte Aperte Francia. Come per l’anno precedente, il Paese in cui è stato registrato il numero più alto di omicidi di cristiani è la Nigeria (4.028), seguita dalla Repubblica Centrafricana (1.269). Mentre il luogo dove sono state distrutte più chiese è la Cina, 1.500 su un totale mondiale per il 2015 di 2.406. Nonostante questo, il paese dove i cristiani sono maggiormente perseguitati è la Corea del Nord, prima nella classifica stilata da Porte Aperte per ben 14 anni consecutivi. E se tra il 2014 e il 2015 la persecuzione dei cristiani è rimasta costante ion diversi paesi inseriti nell’Indice, che contiene in tutto 50 Stati, in 36 realtà, invece, la persecuzione è aumentata, mentre è diminuita solo in sette. Gli Stati in cui è stata registrata la crescita più forte sono l’Eritrea, salita in un anno dal nono al terzo posto nell’Indice, il Pakistan passato dall’ottavo al sesto, e il Tagikistan ora al 31° posto e che l’anno scorso occupava la 45a posizione. Nell’Indice dei 50 paesi con più persecuzioni sono inoltre entrati quest’anno il Bahrein e il Niger. Nel complesso, nonostante in Medio Oriente l’esodo di cristiani sia gravissimo e non comparabile con quello che si è verificato in altre parti del mondo, l’Africa resta il continente dove i cristiani rischiano di più la vita.

Le vittime dell’estremismo islamico

L’estremismo islamico è rimasto nel 2015 la prima «fonte» delle persecuzioni dei cristiani. «Di anno in anno questa tendenza non fa che rafforzarsi e ad avere ripercussioni in tutto il mondo. «L’influenza dell’estremismo islamico ha come effetto una radicalizzazione delle società musulmane e la conseguenza e’ un crescente rigetto di qualsiasi presenza cristiana», si legge nel rapporto. Quest’anno, la mattanza dei cristiani non si è fermata. La memoria torna indietro soprattutto a marzo, con la strage di Pasqua in Pakistan: almeno 69 persone, in stragrande maggioranza donne e bambini, uccise in un attacco suicida in un parco a Lahore. Un mese dopo, almeno 21 cristiani sono stati trucidati dai jihadisti dell’Isis ad al-Qaryatayn, in Siria, prima che la cittadina fosse liberata. Le persecuzioni non hanno risparmiato neanche l‘Egitto. La settimana scorsa, a sud del Cairo, le comunità copte sono state al centro di nuovi scontri settari. In un piccolo villaggio un giovane di 27 anni è stato addirittura accoltellato a morte da una folla inferocita di musulmani, per la costruzione di una chiesa senza permesso.