Brexit, ormai è faida nel Labour: «minacce di morte» a Corbyn

Sale la tensione nel Labour britannico, sullo sfondo della sfida lanciata dall’ex ministra ombra Angela Eagle – espressione della rivolta del gruppo parlamentare – per provare a scalzare il segretario eletto: lo stesso Corbyn ha condannato il lancio di un mattone contro la finestra della sede del comitato elettorale di Eagle, denunciando a sua volta di aver ricevuto “minacce di morte”. Corbyn ha invocato la “calma”, invitando i militanti dei due campi avversi a trattarsi “reciprocamente con rispetto e dignità”. Ma lo scontro è rovente. Oggi si riunisce il comitato esecutivo del partito che dovrebbe decidere se il leader potrà essere automaticamente candidato, essendo stato sfidato dalla Eagle in piena validità del suo mandato, o dovrà comunque raccogliere le firme del 20% fra deputati ed eurodeputati laburisti – come in caso di leadership vacante – per potersi ripresentare al voto della base. Gli anti-Corbyn sostengono la seconda tesi, mentre gli alleati del segretario, a partire dai sindacati, denunciano questa interpretazione come un “trucco indecente” per provare a escludere il “compagno Jeremy” dalla corsa. Corbyn non sembra infatti disporre di un numero di firme pari al 20% dei parlamentari (51), ma secondo alcuni sondaggi resta assai più popolare della Eagle nella base degli iscritti.