Va avanti la Salerno-Reggio Calabria: Renzi vuole che sia a pagamento

Avanza l’ipotesi di fare pagare il pedaggio sulla Salemo Reggio Calabria-lato tirrenico, quella che Giacomo Mancini chiamava «la terza isola italiana», per finanziare la costruzione della Jonica, il secondo braccio stradale della regione, quello che corre sul versante est verso la Basilicata e la Puglia e che per alcuni tratti è una mulattiera. Dove un giorno sì e l’altro pure si verificano gravissimi incidenti, con un indice di mortalità quasi quattro volte la media nazionale, si legge su “il Mattino“.

Servono 10 miliardi per rifare la Jonica

Domani Matteo Renzi sarà a Laino Castello, al chilometro 159miladell’A3, per inaugurare il nuovo viadotto Italia, secondo ponte sospeso per altezza in Europa con i suoi 175 metri d’altezza e chiuso nel marzo dell’anno scorso dopo la morte dell’operaio Adrian Miholca. Intanto a Roma il ministro delle Infrastrutture, Graziano Del Rio, e il suo sottosegretario (con delega alle concessioni autostradali) Umberto Del Basso De Caro stanno lavorando su quest’idea, convinti che sia l’unico modo per finanziare un’opera (la statale Jonica 106 per l’appunto) il cui costo supera i 10 miliardi di euro. Senza dimenticare che parliamo di un’arteria che dal punto di vista infrastrutturale è messa molto peggio della stessa Salerno Reggio Calabria nei suoi anni peggiori.

Salerno-Reggio Calabria sarà a pedaggio

Per esempio lo inserì nella Finanziaria del 2010 Giulio Tremonti, quando provò anche a fare pagare i romani sul Grande raccordo anulare. Non se ne fece niente, tra le proteste dei calabresi, dei romani e degli automobilisti delle altre 25 tratte interessate dal piano dell’allora ministro dell’Economia. Quell’anno l’attuale governatore Mario Oliverio, all’epoca presidente della provincia di Cosenza, bocciò la cosa come «l’ennesimo, insopportabile schiaffo alla Calabria e all’intero Mezzogiorno», figlio di «un’impostazione vessatoria, leghista e antimeridionalistica». Ma adesso, anche se l’argomento resta molto scivoloso, il clima politico è molto cambiato. Enza Bruno Bossio, parlamentare cosentina del partito democratico, dice senza mezzi termini: «Io non sono ideologicamente contraria al pedaggio sull’A3, se questo può essere accompagnato da investimenti per completare altri pezzi di strade e di autostrade. La mobilità della Regione va oltre il versante tirrenico e oggi la vera emergenza è la statale 106 Jónica, a maggior ragione dopo che il consiglio superiore dei lavori pubblici ha imposto di riscrivere una parte del progetto del lotto calabrese, rallentandone i lavori. Quella strada è un inferno, la chiamano il cimitero. Con gli altri parlamentari calabresi abbiano proposto anche una commissione d’inchie sta sui troppi morti». Il piano del governo (l’idea sarebbe venuta proprio al sottosegretario Del Basso De Caro) sarebbe semplice quanto ambizioso: dare al gestore dei 443 chilometri della Salerno Reggio Calabria, l’Anas, la possibilità di far pagare un pedaggio, vincolando però l’ente a utilizzare parte dei profitti alla costruzione del lotto calabrese della Jónica. Di ufficiale non c’è nulla ed è probabile che non si entrerà nel merito della proposta pruna del 22 dicembre, data prevista perii completamento e la consegna dell’A3.