Attentato a Istanbul, la mente dell’attacco è un jihadista ceceno

Da martedì, giorno dello spietato attentato a Istanbul, il reparto antiterrorismo turco è in azione senza tregua: l’ultima operazione è stata compiuta all’alba di oggi (venerdì 1 luglio ndr) con un nuovo blitz contro una presunta cellula dell’Isis insediata in città e sospettata di legami con l’attacco all’aeroporto Ataturk. In manette, secondo quanto riferisce Haberturk, sono finiti 11 stranieri, che si trovavano nella stessa abitazione nel quartiere periferico di Basaksehir. Tra loro, alcuni hanno passaporto russo, probabilmente provenienti dalle repubbliche caucasiche, come Cecenia o Daghestan. Il totale dei fermati in relazione all’attacco sale così a 24, 15 dei quali stranieri.

Attentato a Istanbul: la “mente” sarebbe un jihadista ceceno

E non è tutto: al momento sembra che potrebbe essere il jihadista ceceno super-ricercato Akhmed Chatayev, ora affiliato all’Isis, la “mente” dell’attentato a Istanbul che martedì sera ha lasciato sul suolo dell’aeroporto Ataturk 44 morti. A sostenere questa tesi è soprattutto il quotidiano filo-governativo turco Yeni Safak. Chatayev, infatti, è ritenuto a capo di una cellula caucasica dello Stato islamico, con almeno 130 combattenti operativi. In base a quanto ricostruito dai media locali, allora, il jihadista sarebbe fuggito 12 anni fa dalla Russia, da cui è ricercato, e in passato avrebbe anche ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato in Austria. Non solo: il miliziano era anche stato arrestato in Svezia per traffico illegale di armi dalla Germania e condannato a 16 mesi di prigione nel marzo 2008; salvo poi essere rilasciato dal carcere nel gennaio 2009. Di più: ci sono tracce del passaggio di quello che è sopsettato di essere il principale responsabile dell’attentato all’aeroporto di Istanbul di martedì scorso anche in Bulgaria. «Il ceceno Ahmed Redjapovic Chataev, arrestato in Bulgaria nel maggio 2011 su mandato di cattura dell’Interpol richiesto dalla Russia», ha annunciato la tv pubblica Bnt, per la sentenza di primo grado avrebbe dovuto essere estradato, ma una corte d’appello annullò la decisione perché l’uomo aveva lo status di rifugiato in Austria, paese con cui la Bulgaria ha un accordo di riammissione. Secondo fonti di intelligence, invece, attualmente Chatayev si troverebbe in Siria. E mentre si indaga sul suo passato criminale, ci si sofferma su quello che potrebbe essere il suo presunto ruolo nell’attentato di Istanbul di tre giorni fa, a su cui è stato riferito alla Cnn anche dal deputato Usa Michael McCaul, a capo della commissione per la sicurezza nazionale. Giovedì i 3 kamikaze sono stati identificati come cittadini provenienti da Uzbekistan e Kirghizistan, nell’Asia centrale, e dal Daghestan, repubblica russa confinante con la Cecenia.

Il governo tedesco invita i suoi cittadini a maggiore prudenza

Intanto, non si contano nemmeno più le misure di sicurezza e gli inviti alla prudenza rivolti dai vari governi d’Europa ai propri cittadini. Tra i tanti, si segnala quello del governo tedesco che in queste ore ha chiesto ai propri connazionali in viaggio in Turchia «un’attenzione accresciuta» dopo l’attentato a Istanbul. «In generale, è consigliabile per i nostri viaggiatori mantenere una prudenza accresciuta a Istanbul, Ankara e in altre grandi città della Turchia», si legge allora in una nota sul sito internet del ministero degli Esteri tedesco che invita a maggiore attenzione particolarmente nei luoghi pubblici, nelle zone turistiche e monumentali e più in generale, «per i luoghi di assembramento di persone e i trasporti pubblici».