Alfano contestato alla Camera da Fdi e M5S: dimettiti. Ma Giachetti lo difende

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Lo accusano, senza mezzi termini, Giorgia Meloni con Fdi e l’M5S. Lo difende, cercando di proteggerlo dalle contestazioni e dalle richieste di dimissioni, Roberto Giachetti, mancato sindaco dem di Roma. E’ il destino ingrato di Angelino Alfano chiamato a rispondere, alla Camera dei Deputati, ad alcune interrogazioni .
Il titolare del Viminale stava rispondendo nell’aula della Camera a un’interrogazione di Fdi, durante il question time quando Giorgia Meloni lo ha duramente attaccato chiedendone, appunto, le dimissioni.
L’interrogazione riguardava l’episodio della rivolta dei cinesi a Sesto Fiorentino lo scorso 29 giugno.
Al termine della risposta da parte di Alfano, ha preso la parola Giorgia Meloni che ha definito «fuffa»le parole del ministro sostenendo, inoltre, che tutta una serie di iniziative contro le imprese cinesi che operano nell’illegalità andavano prese da anni.
«Dalla lettura dei giornali – ha aggiunto perfidamente la leader di Fdi – sappiamo che lei era in tutt’altre faccende affaccendato, quindi farebbe bene a rassegnare le dimissioni».
Alfano, inossidabile, ha continuato a prendere appunti mentre Giorgia Meloni indicava le iniziative da prendere. E ha poi lasciato l’Aula.
Ma non è servito a nulla al ministro dell’Interno dileguarsi perché è stato poi attaccato da un parlamentare di M5s, Daniele Pesco, nella replica ad una sua interrogazione al ministro Marianna Madia sulle misure contro funzionari pubblici implicati in processi penali.
Pesco, con spiccia sintesi, ha affermato che anche «il ministro Alfano è protagonista di vicende di corruzione». Immediatamente è insorto il vicepresidente di turno, Roberto Giachetti. Che ha difeso il ministro: «Alfano – ha sottolineato – non è affatto protagonista in nessuna inchiesta. Non le permetto di dire questo». Con buona pace di Matteo Renzi.

Successivamente l’Ufficio stampa del M5S ha diramato una rettifica. Questo il testo: “Il deputato M5S Daniele Pesco precisa quanto segue: è destituito di ogni fondamento il virgolettato a me attribuito dall’articolo in relazione al ministro Alfano e al suo coinvolgimento in “vicende di corruzione” riguardo l’inchiesta giudiziaria ‘Labirinto’. Si tratta di una frase mai pronunciata dal sottoscritto in aula alla Camera, come facilmente rilevabile dal resoconto stenografico dei lavori a Montecitorio”.