Al centro d’accoglienza spranghe e coltelli tra musulmani e cristiani

Spranghe di ferro, bastoni di legno, e poi coltelli, asce, e qualunque oggetto possa colpire, ferire, annientare il nemico: che nella fattispecie è chiunque non rientri nello stesso credo religioso, nella stessa etnia politica. Un principio che anima la jihad e che a Dacca, una volta di più, ha rivelato tutta la portata del suo orrore.

Violenta rissa tra profughi musulmani e cristiani

E allora, non siamo in Siria e neppure in Iraq; ma in un comune del veneziano dove qualche giorno fa si è scatenata una rissa tra immigrati ospiti di un centro d’accoglienza e dove, per qualche ora, si è riprodotta seppur nei minimi termini, una sorta di mini-jihad tra cristiani e musulmani ammassati nella ex base militare di Conetta (frazione di Cona), una struttura “improvvisata” ormai da mesi in luogo deputato al ricovero di profughi e richiedenti asilo. E allora, sono quasi 700 gli immigrati che – come riporta un articolo ben informato e dettagliato nel suo resoconto del Giornale – ospiti della ex base, convivono in quel centro in mezzo al nulla: un nulla i cui confini sono tutt’oggi circoscritti da un reticolato di filo spinato.

Una mini-jihad nel centro d’accoglienza

Una sorta di polveriera pronta ad esplodere che l’altra sera, intorno alle 19.30 è arrivata al culmine in una spietata maxi rissa tra richiedenti asilo: uno scontro senza esclusione di colpi che, secondo fonti vicino al Giornale, sarebbe esploso tra “nigeriani cristiani che se la sono presa con pachistani e afghani musulmani”. ” Si sono colpiti come bestie – riporta il quotidiano milanese – usando coltelli, asce, bastoni di legno, spranghe e tubi di ferro. Insomma, tutto quello che capitava loro sottomano. Una sorta di mini-jihad – rileva ancora l’articolo – trasportata qui nelle nostre terre, e dovuta al fatto che i cristiani in Nigeria vengono massacrati dai musulmani, così, una volta qui, si vendicano”.

Scene da guerriglia: un inferno di altri mondi

Scene da guerriglia hanno punteggiato una sceneggiatura violenta fino a poco fa appartenente ad altre realtà ma che, innestate sul nostro terreno, continuano a riprodurre scenari e conseguenze tipici dello scontro tra religioni ed etnie diverse. Una rabbia e una sete di violenza implose da troppo e pronte a venir fuori quando meno te lo aspetti: il pretesto è occasionale, la vera motivazione è un odio religioso che affonda le sue radici nella storia, anche recente. “I tumulti sono durati a lungo. E il giorno dopo la notizia è trapelata – conclude il Giornale – confermando la violenta rissa, con calci, pugni e diversi copi proibiti. Alcuni residenti, preoccupati per il via vai di volanti e ambulanze sono andati nella ex base, giovedì sera, ma dall’esterno, raccontano ora, non si vedeva nulla. E infatti, l’inferno era all’interno. Un inferno che rischia ancora più di bruciare alzare le fiamme”…