Vigilesse aggredite a Bari: per il giudice il Comune non è parte lesa

In preda all’ira per aver appena scoperto di essere stato multato aggredisce le due vigilesse operative in zona, responsabili della sanzione comminatagli. E fin qui, quanto appena descritto potrebbe sembrare un episodio di cronaca simile a tanti altri: e invece no. Il marchio distintivo, infatti, è stato impresso alla vicenda pugliese dall’intervento del Tribunale che ha prontamente rigettato la richiesta del Comune di Bari di costituirsi parte civile nei confronti del commerciante quarantaquattrenne, imputato per aver aggredito le due vigilesse nel tentativo di evitare la multa per divieto di sosta.

Vigilesse aggredite, il Comune vuole costituirsi parte civile

Nella richiesta di costituzione in giudizio, il Comune sosteneva di essere persona offesa, perché l’imputato aveva determinato gravi danni patrimoniali e non patrimoniali dei quali si chiedeva il risarcimento integrale, oltre alla lesione dell’immagine, dell’onore e del decoro dell’Amministrazione comunale. Motivazioni ritenute dal togato di turno, però, non sufficienti a ritenersi parte danneggiata dal reato.

Vigilesse aggredite, il tribunale respinge le richieste del Comune

I fatti risalgono al gennaio 2012. L’imputato, un commerciante barese incensurato, proprietario di un negozio di abbigliamento del centro, avrebbe minacciato le due vigilasse con frasi come «adesso la multa ve la faccio mangiare. Adesso vi gonfio, la faccia ve la devo rompere, non venite più qui, vi farò volare, se vi vedo per strada vi uccido». Secondo il Tribunale, però, soltanto le due agenti sono vittime del reato di resistenza a pubblico ufficiale, e non già l’ente per il quale lavorano. La richiesta del Comune è stata per questo dichiarata inammissibile.