Immigrati al palasport. Le madri di Ventimiglia contro il sindaco: e i nostri figli?

Una quarantina di madri di bambini che frequentano il palazzetto dello sport di Roverino, a Ventimiglia, da oggi adibito a centro temporaneo di accoglienza per i migranti, hanno dato vita a una pacifica protesta e occupato con un sit in l’accesso del palazzetto. Il sindaco Enrico Ioculano, che si è recato a parlare con i genitori dei bambini, rispondendo a chi gli chiedeva il motivo per cui non avesse mantenuto aperto il centro di accoglienza alla stazione ha risposto: “Se arriva un ministro e mi dice: si chiude cosa devo fare? Sto lavorando per tornare alla mia proposta iniziale che è il campo da calcio” ha detto Ioculano ma ha chiesto alle madri di avere “pazienza per quindici o venti giorni: dal ministero mi hanno detto che non ci danno nemmeno le tende. E comunque non è solo un problema di tende, ci sono anche dei costi. Chiediamo di avere pazienza dieci o quindici giorni, in attesa di mettere dei moduli abitativi al Parco Roja”.

Il palazzetto dello sport è stato requisito per 20 giorni con un’ordinanza firmata dal primo cittadino per ospitarvi, a partire da questa sera, circa 250 migranti attualmente ospiti della vicina chiesa di Sant’Antonio, sgomberata per motivi igienico sanitari. Il palazzetto è considerato uno dei punti di aggregazione del quartiere e frequentato da circa 300 atleti di diverse discipline sportive.