Un detenuto romeno aggredisce gli agenti in carcere con le lamette

Resta alta la tensione nel carcere di Monza, dove giovedì scorso un detenuto romeno aveva tentato di colpire con un rudimentale punteruolo il comandante della Polizia penitenziaria e altri agenti. «Un detenuto romeno di 36 anni – ha riferito Donato Capece, segretario del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria – con fine pena nel 2020 per violenza sessuale, rapina, ricettazione e numerose infrazioni disciplinari in vari istituti di pena, armato di un punteruolo rudimentale, lamette, padelle e altri oggetti, si è barricato nella propria cella, minacciando e infierendo verbalmente per poi scagliarsi contro gli agenti e gli ispettori di Polizia Penitenziaria della sezione ed il medico di guardia».

I poliziotti hanno avuto la meglio sul detenuto romeno

I poliziotti hanno disarmato il detenuto romeno, mettendolo nella sezione infermeria in una cella priva di suppellettili e di oggetti atti ad offendere. Il Sappe rinnova al ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell’amministrazione penitenziaria la richiesta «di incrementare l’organico delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria che quotidianamente devono assicurare la sicurezza del Paese. Cosa si aspetta ad assumere adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli agenti di Polizia penitenziaria che lavorano in carcere?».