Trovato cadavere di una donna nel frigorifero: arrestato l’ex convivente

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È stato fermato dalla squadra Mobile l’uomo accusato di aver ucciso la 55enne Betta Fella, il cui corpo è stato trovato ieri sera in un frigo non funzionante in una cantina a Modena. È l’ex convivente, Armando Canò, 50 anni. L’uomo ha confessato nella notte l’omicidio durante l’interrogatorio al pm Katia Marino. Il delitto sarebbe avvenuto per strangolamento, al termine dell’ennesimo litigio tra i due. L’uomo, che aveva alcuni precedenti, in passato era stato denunciato per maltrattamenti dalla ex compagna. L’ex convivente è stato raggiunto dalla polizia intorno alle 2 della notte nell’abitazione di una conoscente, a Castelfranco Emilia. Con sé aveva le chiavi della casa dell’ex compagna e della cantina dove è stato ritrovato il corpo. I condomini della vittima hanno riconosciuto Armando Canò come la persona che l’aveva frequentata negli ultimi mesi. Si trova ora in carcere con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere.

Tre anni e tre giorni fa, il 25 giugno 2013, in un appartamento di viale Aldini a Bologna, chiuso in un congelatore a pozzetto, fu trovato il corpo della commercialista 39enne Silvia Caramazza. Per il delitto con occultamento di cadavere, che ricorda quello scoperto oggi a Modena, è stato condannato a 30 anni, confermati in appello, il compagno convivente della donna, Giulio Caria. Il muratore sardo, che uccise la donna tra l’8 e il 9 giugno 2013, colpendola più volte con un oggetto contundente mai trovato, probabilmente un attizzatoio da camino, fu fermato il 29 in Sardegna dove era fuggito. Non ha mai confessato l’omicidio, definito nelle motivazioni della sentenza di appello “l’epilogo della persecuzione” e il “tragico esito della strategia vessatoria” adottata da Caria nei confronti della compagna.