Trieste, ballottaggio di fuoco. Centrodestra subito all’attacco

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Dopo un primo “contatto ravvicinato” martedì sera a un dibattito sui temi del Porto, i due candidati al ballottaggio a Trieste, il sindaco uscente Roberto Cosolini (centrosinistra) e Roberto Dipiazza (centrodestra) affilano le armi per gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale. Cosolini lo ha ammesso: il ritardo di circa undici punti percentuali dallo sfidante – che comunque aveva già governato la città per dieci anni – non va addebitato a “errori di comunicazione” sulle cose buone fatte, ma anche a ciò che ha lasciato scontenta la cittadinanza, e che ha creato al primo turno un fronte compatto tra tutti gli undici candidati sindaco, contrari all’amministrazione uscente.

Trieste, Dipiazza e Cosolini si preparano al ballottaggio

Adesso però la sfida è “uno contro uno” e si fa sui temi e sui progetti per la città. Cinque le tematiche da affrontare nei rioni: sanità e servizi, ambiente, lavoro, giovani e periferie. Dipiazza ha avanzato la prima delle proposte concrete per il dopo elezioni, per valorizzare la vocazione internazionale di Trieste, annunciando l’intenzione di istituire un “assessorato alle Relazioni internazionali”, che dovrà garantire «una serie di canali aperti tra la Città e tutti quegli attori della vita economica quotidiana che possano trarre beneficio dalla posizione strategica di Trieste». Una specie di “sportello facilitatore” del Comune con la Regione e i soggetti intenzionati a sottoporre proposte per la città.