Trieste, i primi impegni di Dipiazza: porto, Ferriera e lotta al degrado

Dopo il primo “blitz” dimostrativo con la polizia locale contro situazioni di disagio nel centrale Viale XX Settembre, per Roberto Dipiazza si tratta di metter mano ai dossier “dei primi cento giorni”, che hanno costituito il fulcro della sua campagna che lo ha riportato a essere primo cittadino di Trieste per il centrodestra dopo i ballottaggi di domenica scorsa. Quello del degrado ha visto da subito attivo il ritornato sindaco. Lungo il “Viale” ha agito forte di una petizione sottoscritta da 500 residenti contro episodi di spaccio, ubriachezza e degrado. Un’altra azione eclatante riguarda alcuni senza dimora che di notte dormono sugli scaloni della sala Tripcovich, edificio a poca distanza dalla stazione ferroviaria, adiacente all’ingresso del Porto Vecchio. Dipiazza annuncia anche un incontro con il prefetto per fare il punto della situazione sugli immigrati che – ha più volte sostenuto in campagna – “in città sono troppi”.

Dipiazza e le priorità

Ma le priorità sono l’economia e l’ambiente. In particolare, l’argomento più delicato, riguarda la Ferriera, lo stabilimento siderurgico posto a poca distanza dalle abitazioni nel rione popolare di Servola. La chiusura dell’area a caldo è stata un tormentone di tutti gli undici candidati sindaci, tutti unanimi nel volerla chiusa subito tranne l’uscente Roberto Cosolini, che con la Regione Fvg e con la proprietà del Gruppo Arvedi aveva intrapreso un protocollo per la riduzione delle emissioni inquinanti, con investimenti programmati. Dipiazza ha sempre sostenuto la linea dura. Infine, il Porto, un “gigante addormentato” fino all’arrivo del commissario Zeno D’Agostino, che in poco più di un anno ha avviato una forte opera di marketing internazionale, più una serie di accordi in particolare con il sistema infrastrutturale tedesco. E la sua parte “vecchia”, 70 ettari di spazi e grandi edifici bloccati da decenni per il cui sviluppo il Cipe ha destinato 50 milioni di euro.