Si uccide ex tecnico del Bayer: era stato sorpreso con un 12enne rom

Il suicidio dell’ex allenatore di Bayer Leverkusen e Union Berlin, Sascha Lewandowski, ha sconvolto il mondo calcistico tedesco. Soprattutto perché, alla notizia già di per sé scioccante della morte improvvisa nella sua casa di Bochum, si è aggiunta oggi quella del suo coinvolgimento, sul quale ci sono pochi dubbi, in abusi sessuali su minori. La polizia non ha confermato, ma neppure smentito le indiscrezioni apparse su Bild e sul maggiore quotidiano del Land del Nord Reno-Vestfalia, la Westdeutsche Allgemeine Zeitung (Waz), secondo cui Lewandowski era stato arrestato per alcune ore venerdì notte, mentre ubriaco in auto era in compagnia di un dodicenne rumeno. Il tabloid ha riferito un rapporto delle forze dell’ordine, in cui si legge che testimoni avevano visto un uomo di 44 anni (esattamente l’età di Lewandowski) appartarsi in un cespuglio di un parco della zona nord di Dortmund con un ragazzino. In una perquisizione del parco, i poliziotti avevano trovato e sequestrato fazzolettini usati. Secondo la ricostruzione di Bild, l’allenatore sarebbe poi stato fermato in auto ancora in compagnia del ragazzino, che farebbe parte della comunità rom di Dortmund. Il valore dell’alcoltest di Lewandowski era di 0,88, sopra i limiti. Entrambi sarebbero stati visitati da un medico, a Lewandowski sarebbero stati sequestrati i vestiti e il telefonino, per verificare se ci fossero foto o video.

Le ultime ore dell’ex allenatore del Bayer al vaglio degli inquirenti

Le sue ultime ore sono al momento ricostruibili solo attraverso le indiscrezioni della stampa. Secondo la Waz, l’allenatore, fermato in auto nella zona della stazione, avrebbe trascorso l’intera notte di venerdì nella cella della questura di Dortmund e sarebbe stato scarcerato all’indomani, in attesa di prove più consistenti. Avrebbe poi litigato furiosamente con la sua compagna e deciso di trascorrere la notte successiva in albergo. Domenica la compagna sarebbe partita per lavoro e Lewandowski avrebbe fatto rientro in casa, dove avrebbe scritto una lettera di addio e compiuto il suicidio. Nulla di tutto questo è stato finora confermato dalle forze dell’ordine o dai magistrati. Il procuratore di Dortmund, Andreas Bachmann, ha detto che non rilascerà alcuna dichiarazione con le indagini ancora in corso. Di certo si sa che il quartiere dove si trova il parco è noto per essere un’area problematica di Dortmund, dominata da clan malavitosi bulgari e rumeni. Il parco stesso è un centro di spaccio di droga e prostituzione.