Sgomberato il campo rom di Giugliano, 200 sono bambini

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La Polizia ha eseguito il sequestro e lo sgombero del campo rom di Masseria del Pozzo a Giugliano in Campania (Napoli). Circa 300 persone sono state allontanate, di questi il 70% sono minori (circa 200), che ora verranno seguiti dai servizi sociali del Comune napoletano. Il sequestro e lo sgombero sono stati ordinati dal Gip del Tribunale di Napoli nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli Nord che nei mesi scorsi aveva sequestrato a Giugliano diverse aree adibite a discariche abusive adiacenti all’ insediamento, con concreti rischi per la salute dei rom, in particolare dei più piccoli.

Sgomberati 300 rom, la maggior parte minori

Le indagini che hanno portato allo sgombero del campo rom di Giugliano sono partite dopo il sequestro nel maggio 2015, da parte del commissariato della Polizia di Stato di Giugliano-Villaricca diretto da Pasquale Trocino, di tre discariche abusive, tutte realizzate in aree ubicate nei pressi del campo rom; tra le zone sequestrate anche un tratto di costone di strada adiacente dei manufatti abitativi edificati dai rom nell’Asi di Giugliano. Le successivi analisi dell’Arpac sui rifiuti trovati, altamente tossici e oggetti più volte di combustione, hanno confermato i pericoli per la salute dei rom, specie dei più piccoli. Il decreto di sequestro preventivo del campo era stato già emesso ad ottobre 2015 dal Gip di Napoli Nord, su richiesta della Procura diretta da Francesco Greco, ma non è stato eseguito subito per dar tempo al Comune di predisporre un piano per una messa in sicurezza dell’area con il coordinamento della prefettura di Napoli. Più volte dall’amministrazione comunale di Giugliano è arrivata la richiesta di differire l’esecuzione del decreto, l’ultima è stata bocciata ad inizio giugno, quando la Procura ha deciso di tirare dritto e ordinare lo sgombero ritenendo che gli interventi di messa in sicurezza effettuati dal Comune non fossero sufficienti a garantire l’incolumità dei rom.