Sedicenne morta per overdose al Forlanini: Zingaretti sotto accusa

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La Procura di Roma procede per il reato di istigazione o aiuto al suicidio per la morte di Sara Bosco, la 16enne trovata morta in un padiglione dismesso dell’ospedale Forlanini. Sul corpo della giovane, secondo un primo accertamento, non sono stati trovati segni di violenza ma il pm Antonino Di Maio, titolare del procedimento, ha disposto l’autopsia per chiarire quale sostanza ha portato alla morte la giovane. Il reato ipotizzato è anche legato al fatto che la giovane in passato aveva palesato, anche attraverso sms, l’intenzione di togliersi la vita. Gli inquirenti puntano ad individuare chi abbia ceduto alla minorenne la droga. Il magistrato potrebbe a breve convocare in procura anche il direttore generale dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini per cercare di chiarire come sia possibile che all’ interno del complesso ospedaliero, tra i più grandi di Roma, ci siano aree abbandonate e frequentate da sbandati e tossicodipendenti. Una situazione, quella del nosocomio romano, denunciata in più occasioni dalla onlus ForlaniniDomani e dal suo presidente, Lucio Mango. 

“Dramma del Forlanini chiama in causa la Regione”

Sono tanti i precedenti di cronaca nera che riguardano i padiglioni abbandonati dell’ospedale Forlanini. Precedenti da film horror. «Il dramma del Forlanini fa emergere anche l’immobilismo e l’incapacità gestionale del presidente Zingaretti, visto che sono anni che la struttura e’ totalmente abbandonata, una sorta di terra di nessuno. Non ci sono idee chiare sul suo futuro ed e’ aumentato il degrado nell’area”. Così in una nota il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma. «Il Forlanini continua a essere terra di nessuno e gli annunci di Zingaretti non bastano più. Non fa che ripetere che la struttura sarà rigenerata, che sarà sede di una caserma dei carabinieri e poi non accade nulla». Così in una nota il capogruppo di Cuoritaliani, componente del centrodestra ex Ncd, alla Regione Lazio Daniele Sabatini. «Troppo comodo scaricare responsabilità e ritardi sempre su qualcun altro – aggiunge – A luglio 2015 annunciava in pompa magna, come è nel suo stile, il programma di recupero del Forlanini. Un anno è già passato e quei padiglioni sono rimasti luoghi di umana disperazione».