La Ue si suicida: rinnovate le sanzioni (dannose per l’Europa) alla Russia

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: dopo che le imprese di tutta Europa hanno invitato l’Unione europea a riconsiderare le inutili e dannose sanzioni commerciali a Mosca, Bruxelles insiste nell’errore. Gli ambasciatori dei 28 hanno infatti approvato il rinnovo per sei mesi delle sanzioni economiche contro la Russia. Ma l’Italia, che già a dicembre aveva frenato il rinnovo “burocratico” delle misure decise tra luglio e settembre 2014 dopo l’abbattimento del volo Amsterdam-Kuala Lumpur e l’escalation nell’indipendentista Donbass, torna a chiedere che ci sia una valutazione politica delle sanzioni. Già lunedì, a margine del Consiglio esteri a Lussemburgo, il capo della diplomazia italiana, Paolo Gentiloni, aveva anticipato la linea. «Non si può andare a questi rinnovi senza una valutazione politica dello stato di attuazione delle intese», aveva detto, aggiungendo che tale dibattito «serve anche nei confronti di chi deve rispettare le intese di Minsk, per far capire che non è una pratica burocratica da espletare, ma è uno strumento di pressione. Se deve essere uno strumento di pressione è bene accompagnarlo con valutazioni politiche», aveva aggiunto Gentiloni, sottolineando che la scelta dell’Italia «non va presentata come l’Italia che si smarca e si tira fuori dalle decisioni comuni, perché non lo ha mai fatto, ma come l’esigenza che queste decisioni non vengano date per scontate o prese come una proroga burocratica».

L’Italia contraria non ha il coraggio di smarcarsi

Al tavolo del Coreper, la formazione del Consiglio in cui siedono i rappresentanti permanenti, stavolta anche l’Italia ha quindi dato l’ok alla proposta di approvare tecnicamente l’estensione per sei mesi delle sanzioni. Ma secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, l’ambasciatore italiano Maurizio Massari ha posto come “linea rossa” la richiesta che l’approvazione formale avvenga in un Consiglio di ministri successivo al vertice della prossima settimana. Nel suo intervento Massari ha affermato che l’Italia ha appoggiato la proposta di rinnovo per «coerenza in quanto convinta che sul tema delle sanzioni l’unità della Ue è un importante patrimonio da salvaguardare», ma ha chiesto che nelle conclusioni del vertice sia inserito un «richiamo al legame tra le sanzioni e l’attuazione degli accordi di Minsk» e sul fatto che «il processo continuerà ad essere monitorato dal Consiglio europeo anche in vista del dibattito tra i leader nel summit di ottobre».