Salvini punta sulla “Brexit all’italiana” e annuncia: raccoglieremo le firme

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Salvini ritenta: e sull’onda del successo Brexit torna a lanciare l’ultima sfida alla Ue annunciando: la Lega Nord inizierà la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che permetta anche agli italiani di esprimersi sui trattati europei sul modello del referendum inglese. Una possibilità di consultazione rispetto alla quale il leader del Carroccio ammette di provare «invidia», una sana ammirazione mista a un cosciente spirito di emulazione, «per il fatto che gli inglesi possono votare. Cosa che agli italiani è impedito. Io ho qua l’emendamento che più di una volta abbiamo presentato sia alla Camera sia al Senato in sede di riforma costituzionale che andava a permettere agli italiani di poter votare anche su trattati europei. Cosa che la Costituzione impedisce. Emendamento più volte bocciato da Renzi e dal Pd» ha denunciato Salvini, aggiungendo poi che è per questo che «noi riproveremo fuori da Parlamento a raccogliere le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che permetta agli italiani di votare».

Salvini, Brexit: «L’Italia non sia l’ultima ad uscire»

E così, in una conferenza stampa tenuta nella sede di via Bellerio, il segretario della Lega Nord, parlando delle possibili conseguenze del risultato del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, ha anche detto che «l’importante è che l’Italia non sia l’ultima a scendere da questa nave che affonda». E del resto, come ricordato dallo stesso Salvini, non si può certo ignorare il fatto che «da Londra sia arrivato uno schiaffone ai Renzi, ai Napolitano, ai Monti che dicono che gli italiani non devono occuparsi d’Europa». Uno schiaffo a cui ora – a detta del leader leghjista – dovrà seguire la spallata. Una spallata inferta all’establishment di Bruxelles e ai poteri forti che ne guidano l’operato. Del resto, ha ricordato una volta di più Salvini, «la coscienza dei cittadini si è dimostrata più incisiva dei banchieri». Ed è anche in reagione di questo che salvini continua a ribadire come sia davvero «un gran peccato che la nostra Costituzione, che è antidemocratica, non consenta agli italiani di votare tramite referendum su trattati internazionali. Da questo punto di vista ho sentito fare da Prodi e da Monti discorsi allucinanti»… tutti bocciati gli eruopeistio convinti, a detta di Salvini, tranne Cameron, sul quale il numero uno del Carroccio ha commentato: «Direi che ha fatto un discorso dignitoso. Ha scommesso sul remain, ha perso. Lo stimo».

“Brexit all’italiana”? Salvini annuncia: raccoglieremo le firme

Motivato dal risultato del referendum inglese e sempre più convinto della possibilità di una “Brexit all’italiana”, il leader della Lega Nord si è detto «disponibile a incontrare già domani mattina Renzi e a riprendere in mano tutti i trattati (Ue, ndr) e a riscriverli insieme con più senso, ripensando a una moneta più giusta, alle politiche sull’immigrazione e a una politica commerciale che siano più utili per l’Italia»: tutte premesse indispensabili «riscrivere le regole insieme. Se invece si tirerà avanti come se nulla fosse, tiferemo per una Brexit all’italiana». Un precedente, quello britannico, a cui Salvini punta ad aggrapparsi fieramente, e non prima di aver ringraziato gli inglesi «che hanno dato una lezione di democrazia e di partecipazione al resto d’Europa. Che serva di lezione agli italiani che non possono votare al referendum perché la Costituzione lo vieta, così come continua a vietarlo anche la riforma di Renzi»… Una necessità di cambiamento a detta di salvini sempre più impellente e in nome della quale secondo il leader leghista adesso servirebbe «che l’Europa si fermasse, che chi la governa in questo momento riprendesse in mano i trattati e li riscrivesse perché le direttive ci stanno massacrando: e a pagare sono i cittadini».