Salvini cambia strategia? Intanto mette nel cassetto la “felpa di lotta”

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E dunque anche nella Lega si discute. Fosse solo il vecchio leader Umberto Bossi ad accusare l’attuale capo Matteo Salvini, lui neanche se ne curerebbe. Ma c’è più di un malumore, al Nord, contro la linea della “ruspa” di cui Salvini si è fatto vanto e c’è all’orizzonte quel derby con Forza Italia che non è stato vinto. C’è quel modello Milano, che Stefano Parisi continua a decantare (anche oggi sul Corriere: “Quello di Milano è stato il miglior risultato ottenuto nelle grandi città”) e che tradotto significa che il centrodestra o è moderato o perde. E ci sono anche sondaggisti che consigliano al centrodestra di puntare sulla figura di Giorgia Meloni se quel raggruppamento vuole imboccare la strada del lepenismo all’italiana (è il parere di Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing). Ecco che allora Salvini riflette se sia conveniente o meno “addolcire” linguaggi, toni e stile. “Se serve metto pure la giacca ma la felpa non la butto via”.

“Salvini – ragiona su Repubblica il politologo Piero Ignazi – ha buon gioco nell’attizzare sentimenti fortemente antagonisti alla sinistra solo laddove Forza Italia è quasi inesistente, come appunto a Bologna, a Torino o a Roma. Dove invece Forza Italia riesce a esprimere una proposta politica visibile, la Lega arretra. La disfatta di Milano lo dimostra chiaramente”.

Così, per dare alla sua Lega una veste meno guascona e meno smargiassa, Salvini terrà sabato a Parma una convention per stilare un programma di governo economico  con la collaborazione di Fratelli d’Italia e Forza Italia, invitati anche loro al “Cantiere del paese che vogliamo”. Si vedrà se si tratta solo di una pausa di riflessione o del primo mattoncino per costruire una lega più credibile nei confronti degli elettori moderati. Nell’attesa Salvini ciarisce che lui tirerà diritto: A Berlusconi farebbe comodo una Lega pronta a dire sempre e comunque sì. Io non sono disposto a dire sempre e comunque sì”. Sotto l’ala protettiva di Silvio, insomma, non si torna.

Commenta Maurizio Gasparri: “Credo che la Lega faccia bene ad aprire un suo cantiere, che sarà certamente uno dei luoghi dove si potranno discutere e approfondire proposte e ipotesi. È doveroso per FI ascoltare quanto emergerà, ma è evidente che ci saranno altri cantieri. FI aprirà il suo nelle prossime settimane. Dovrà farlo”.