Salvini: «La Lega ha perso? Mi viene da ridere. Renzi, invece, mi fa tenerezza

«A Milano non siamo stati abbastanza coinvolgenti e appassionanti, perché se mezzo milione di milanesi sono rimasti a casa vuol dire che, al di là dei nomi, bisogna fare di più e meglio. Per questo noi sabato ci troviamo a Parma, per costruire un progetto concreto su tasse, fisco, lavoro, Europa e immigrazione. Chi ci sta è il benvenuto nel centrodestra, chi ha dubbi o chi pensa al passato farà altro». Davanti ai cronisti di Montecitorio, Matteo Salvini non nasconde l’insuccesso elettorale del secondo turno (ma non una débâcle come scrive la stampa).

Salvini: nessuna sconfitta

La Lega Nord ha perso queste elezioni? «E divertentissimo, abbiamo raddoppiato i sindaci – risponde Salvini – mi auguro di perdere anche la prossima volta. Sì, c’è qualcuno a cui non stiamo simpatici, poi vengono smentiti anche da loro stessi: c’è Battista sul Corsera che dice che è stato un disastro e poi il Corsera stesso oggi dice che invece siamo andati bene. Si mettessero d’accordo». Certo alcune sconfitte fanno male, da Varese a Milano, ma – sottolinea il leader del Carroccio – c’è il doppio dei sindaci che avevamo fino a 15 giorni fa, anche in terre come la Romagna, la Liguria o la Toscana che non erano propriamente verdi. Si può far meglio ma son contento». Gli effetti delle comunali sul governo? «Ora il problema è tutto di Renzi. Poverino, fa tenerezza. Renzi si era fatto la sua legge elettorale, la sua riforma, il suo referendum e adesso ha capito che quello che si è fatto per due anni gli torna indietro in maniera impropria. Vediamo cosa farà, gli sono vicino».

Suicidio di Forza Italia a Roma

«Quello che proprio non mi va giù è il suicidio di Fi a Roma. Forza Italia scientemente e coscientemente ha deciso di perdere, non sostenendo Giorgia Meloni e aiutando Giachetti ad andare a un ballottaggio sanguinario e disastroso, e devo ancora capire perché Berlusconi e Fi hanno voluto perdere Roma consegnandola ai Cinque Stelle. Io non l’ho ancora capito».

L’attacco a Mattarella

«Il signor presidente Mattarella insiste: “I rifugiati, giovani di talento e capacità, sono una ricchezza per l’Italia in calo demografico”. Parla come gli schiavisti di secoli fa, e se ne frega delle migliaia di giovani italiani costretti a scappare all’estero per avere un futuro». Forse per distogliere i riflettori dalla perdita di Varese, dopo oltre vent’anni, Salvini su Facebook ha attaccato ad alzo zero il capo dello Stato. Ma stavolta nessuna bufera mediatica.