Salatto, lo chiamavano «Tito il greco». Fini: «Era innamorato della politica»

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«Un uomo innamorato della vita e della politica». Così Gianfranco Fini ricorda Potito Salatto, l’uomo politico scomparso ieri sera a Roma all’età di 74 anni  «Tito aveva sempre il sorriso stampato sulle labbra», dice il presidente di Liberadestra, che aggiunge: «Era desideroso di conoscere cose e persone nuove». Proveniente dai ranghi della Dc e della Cisl, Salatto aderì già nel 1993 al progetto di Alleanza nazionale. «Della politica aveva una concezione alta e nobile», ricorda sempre Fini. «Fu uno dei primissimi a credere in An. Non volle essere candidato alle elezioni politiche del 1994. Aveva un pendenza giudiziaria, poi risolta con il suo totale proscioglimento. E non voleva concorrere a cariche pubbliche finché il suo caso non fosse risolto e ogni ombra diradata. Tito offrì davvero un esempio di dignità». Potito Salatto fu  eletto nel 2009 al Parlamento europeo.

Un altro tratto della personalità di Salatto era la sua grande passione per la Grecia. «Mi mancherà tanto Tito il greco», ricorda con commozione il giornalista Francesco De Palo, direttore di Mondo greco, che di Salatto era grande amico. «S’era fatto costruire – dice De Palo– una casa nell’isola di Paxì  vicino l’isola  di Skorpios e ci rimaneva per lunghi mesi. Di Paxì era praticamente diventato il “sindaco”. Erano memorabili i suoi pranzi di arrivo e di addio all’isola. Invitava tutti gli abitanti». L’amore di Salatto per la Grecia era direttamente proporzionale con il  suo carattere solare e con la sua straordinaria vitalità. «Era un uomo del Sud , un uomo sensibile», ricorda sempre il direttore di Mondo greco.  «Se avevi un problema, ti chiedeva subito che cosa ti fosse accaduto. La sua umanità non aveva nulla a che vedere con l’approccio algido con la vita che presentano spesso tanti politici odierni». Di Tsipras aveva un pessimo giudizio: riteneva che avesse inguaiato  il suo popolo con la sua inconcludente demagogia. I funerali di Potito Salatto o si terranno mercoledì 15 giugno  a Roma (ore 11,30) presso la Parrocchia di San Gabriele Arcangelo in via Cortina d’Ampezzo.