Da sabato partono i saldi, ma solo una famiglia su tre potrà permetterseli

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Al via sabato i saldi estivi in tutta Italia. Ma non è prevista la classica corsa frenetica all’acquisto. Tutt’altro. Almeno secondo i consumatori. “Solo una famiglia su tre sceglierà di acquistare a saldo, con una spesa di appena 116 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo che non raggiungerà il miliardo di euro”, affermano Federconsumatori e Adusbef. Nella stragrande maggioranza dei casi i cittadini si limiteranno a comprare beni essenziali, a cui hanno dovuto rinunciare nel corso dell’anno o di cui hanno comunque dovuto rimandare l’acquisto proprio per approfittare di prezzi convenienti con l’avvio dei saldi, spiegano le due associazioni, prevedendo quindi che “le vendite promozionali prenderanno il via nella quasi più totale indifferenza“.

Saldi, due famiglie su 3 staranno a guardare

Anche secondo il Codacons “non ci sarà alcuna impennata delle vendite né corsa all’acquisto, e la spesa media degli italiani sarà in linea con quella già deprimente del 2015, con uno scontrino medio che si attesterà attorno ai 67 euro procapite”. L’andamento degli sconti di fine stagione non sarà però omogeneo sul territorio e forti differenze si registreranno anche in base alla tipologia di esercizio commerciale. “Il commercio nelle regioni del sud Italia continuerà a soffrire anche durante i saldi, a differenza del centro e soprattutto del nord Italia, dove le vendite avranno un andamento migliore”, sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi, secondo cui agli outlet e ai centri commerciali andrà “la fetta più grande della torta, con maggiore afflusso di consumatori e concentrazione delle vendite, assieme alle boutique d’alta moda che potranno contare sugli acquisti dei turisti stranieri”. Penalizzati, invece, saranno i piccoli negozi e le periferie, che vedranno una riduzione del giro d’affari, precisa il presidente del Codacons.

Saldi, diffidare di quelli oltre il 50 per cento

Durante la ricerca dell’occasione occorre però fare attenzione allo sconto perché, avvertono i consumatori, è emerso “in modo chiaro” che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli ufficiali registrati dall’Istat. Dunque “bisogna diffidare di riduzioni troppo elevate, superiori al 50%“, afferma l’Unc. E per evitare fregature le associazioni dei consumatori consigliano di non fermarsi al primo negozio che si incontra ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita, conservare lo scontrino per cambiare il prodotto acquistato e diffidare di negozi in cui non sia possibile provare i capi.