Prodi come Nanni Moretti: così non vincerete mai. Dovete cambiare tutto

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«Cambiare politiche, non solo politici. Se non cambiano le politiche, il politico cambiato si logora anche in due anni». Parola di Romano Prodi che in un’ampia intervista a Repubblica commenta l’esito delle amministrative inviando un messaggio diretto a Palazzo Chigi. E sembra sentir parlare Nanni Moretti dei tempi dei girotondi.

Prodi: cambiare politica subito

«La mancanza di risposte efficaci logora. E al momento si sente la mancanza di risposte che affrontino il problema delle paure e delle cause reali delle paure. Quando governi, devi dare operativamente il messaggio che sai affrontare i problemi, e questo non lo puoi fare senza il coinvolgimento di una forte base popolare nel cambiamento delle politiche. Devi dimostrare di capire e di andare incontro ai problemi. Il rinnovamento per il rinnovamento non è una risposta sufficiente». Di fronte alla crisi, la prima risposta è sempre quella della forte personalizzazione, sia da parte dei governi che dei populismi. Ma dura poco – prosegue l’ex premier – perché la realtà la mette alla prova dei fatti. La gente vota i politici perché spera che cambino le cose, la personalizzazione è un riflesso. Infatti in queste elezioni hanno vinto dei volti sconosciuti. La personalizzazione non regge se non cambia le cose, o non dà almeno la speranza concreta di poterle cambiare. «C’è un’ondata mondiale, partita in Francia, ora in America. Lo chiamano populismo perché pur nell’indecifrabilità delle soluzioni interpreta un problema centrale della gente nel mondo contemporaneo: l’insicurezza economica, la paura sociale e identitaria», aggiunge Prodi in versione analista o vecchio saggio.

Non basta cavalcare la protesta

«La disonestà pubblica peggiora le cose, ma la radice è la diseguaglianza. I trionfatori di queste elezioni – conclude Prodi – hanno risposte emotive e confuse, semplici motti specifici su angosce specifiche, via gli immigrati, punire le banche, ma neanche una riga che spieghi come potrebbero fare. Ma il loro vantaggio è un altro: sanno adattarsi alle paure». Ogni riferimento ai grillini non è casuale.