Francesca Pascale piange per Silvio: una furbata o vera commozione?

Il titolo di Libero  è feroce: “Piange lacrime di coccodrilla”. Il riferimento è alla fidanzata di Berlusconi, Francesca Pascale, alla quale i fotografi hanno carpito una lacrimuccia, mentre il Cavaliere si sottoponeva al delicato intervento al cuore. Era commozione sincera o Francesca si è messa in posa? I social si sono sbizzarriti nelle interpretazioni. E oggi i giornali riportano il generoso commento del fratello di Silvio, Paolo Berlusconi: “Tutte le donne sono facili a commuoversi, poi quando sono donne che amano un uomo hanno tutto il diritto di farlo”. E già, ma le interpretazioni malevole fioccano, e si dà conto dell’irritazione dei figli di Silvio Berlusconi, i primi – a quanto riferiscono i media – a non credere a quelle lacrime. Perché il processo al “cerchio magico”, di cui la Pascale era regista assieme a Maria Rosaria Rossi, è solo rinviato: il tempo di tirare un sospiro di sollievo per la salute ristabilita del Cavaliere e poi – come annuncia Fedele Confalonieri – si deve voltare pagina. Ed è ancora Libero ad essere impietoso nell’analisi: è stata proprio la Pascale, che oggi offre ai cronisti lacrime di tensione o di pentimento, a issare il corpo del Capo e Fidanzato come una bandiera, a spingerlo in tour elettorali che lo hanno sfiancato e per di più a fianco di candidati dallo scarso appeal elettorale. La “furbata” della lacrimuccia toglie la scena a tutti, nel giorno dell’intervento di Silvio: possibile che non sia un atto voluto, premeditato e orchestrato a tavolino? Forse no, non è possibile, per una che è riuscita a far diventare un personaggio politico persino il cagnolino Dudù, per una che ha saputo scalare tutte le posizioni da quando faceva la velina a Telecapri fino ad oggi, quando accanto al letto dell’illustre fidanzato in terapia intensiva si è piazzata ancora lei, sempre lei, con determinazione spietata. Una così si può davvero commuovere? Forse no, ma certo su Francesca i lazzi e i commenti sono stati eccessivi, forse l’ultimo rigurgito di un antiberlusconismo che per una volta ha risparmiato Silvio ma non i suoi intimi.