Parigi, vietate le manifestazioni sindacali. Hollande: «Inevitabile»

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«La libertà di scioperare e manifestare sono due diritti fondamentali ma al tempo stesso bisogna evitare i danneggiamenti del bene pubblico e garantire la sicurezza delle persone: quando queste condizioni non ci sono non possiamo autorizzare». È il messaggio lanciato dal presidente francese, François Hollande, sulle manifestazioni sindacali, secondo quanto riferito dal portavoce del governo Stephane Le Foll, al termine del consiglio dei ministri a Parigi sul braccio di ferro con i sindacati francesi contro la riforma del Lavoro.

Hollande blocca le manifestazioni

La Prefettura di Parigi ha definitivamente vietato le manifestazioni di domani (23 giugno ndr), la decima negli ultimi tre mesi, convocata dai sindacati contro il jobs act del governo. Dopo i gravi incidenti delle ultime dimostrazioni, la guerriglia metropolitana scatenata dai black bloc , il prefetto aveva proposto un “raduno statico” invece del corteo, poi un percorso alternativo a quello classico “Bastille-Nation” ma in serata, il dialogo governo-sindacati si era interrotto, poi i sindacati francesi hanno ottenuto il diritto di svolgere la manifestazione lungo un percorso definito dal ministero dell’Interno, con partenza e arrivo sulla piazza della Bastiglia.

Lo “stop and go” sul corteo

Il grande sindacato riformista che contrariamente agli altri ha accettato il compromesso con il governo francese sulla riforma del Lavoro, condanna il divieto annunciato dalla prefettura di polizia di Parigi di vietare le manifestazioni di domani. Pur non aderendo alla mobilitazione anti-Loi Travail, il sindacato ritien «indispensabile trovare i mezzi per garantire» la mobilitazione sindacale e condanna la decisione shock della prefettura di Parigi. Per il sindacato oggi è quanto mai necessario “difendere il diritto di manifestare”. La Cfdt è il principale sostegno del governo nella difesa della Loi Travail. E però, precisa in una nota, «pur non condividendo la posizione delle organizzazioni che chiedono di mobilitarsi contro la riforma difende il loro diritto di manifestarla ed esprimerla».

L’ultimo divieto nel 1962

L’ultima manifestazione dei sindacati vietata in Francia risale al 1962, ai tempi della Guerra d’Algeria. All’epoca, il premier non era Manuel Valls ma il gollista Michel Debré. Alla guida della prefettura di Parigi c’era invece il controverso Maurice Papon, poi condannato dalla giustizia transalpina per il suo coinvolgimento nella Francia collaborazionista di Vichy.