Parigi, il killer dei poliziotti su Fb: «Euro 2016 sarà un cimitero»

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Via che passano le ore dall’eccidio di Parigi, aumenta – se possibile – la portata dell’orrore: un orrore che il killer dei poliziotti massacrati lunedì sera nella capitale francese, Larossi Abballa, rivendicava e amplificava su Facebook dove alle 20.52 – appena poco prima dell’azione terroristica – postava un video di rivendicazione accompagnato da un lungo, inquietante messaggio, in cui invitava  a freddare poliziotti, secondini, giornalisti e rapper. E in cui dichiarava, con parole che trasudano odio e sete di sangue, che «l’Euro 2016 sarà un cimitero»…

Il killer dei poliziotti: «Euro 2016 sarà un cimitero»

Il video in questione, su Facebook live, e ormai inaccessibile, è stato visionato da un noto giornalista francese esperto di antiterrorismo, David Thomson, che ha poi postato su Twitter le informazioni. Fra l’altro, Thomson riferisce che Larossi Abballa ha postato sulla sua pagina Facebook le foto delle vittime e che, prima di invitare a rendere l’Euro 2016 un cimitero, ha affermato di aver «risposto favorevolmente allo sceicco Adnani», l’emiro di Daesh in Siria. E non è questo, purtroppo, l’unico collegamento all’orrore che domina in quell’area del mondo e che devasta globalmente, ovunque. Sono anche la sete di sangue e la perenne minaccia di morte ad accomunare quanto accade in Siria, in Iraq, in Libia, e ovunque nel resto del mondo. E allora, purtroppo, il paventato bagno di sangue c’è stato, ancora una volta, a Parigi: e si è consumato in tutto il suo orrore. Un orrore che rimanda a quello perpetrato quotidianamente dai jihadisti agli ordini del Califfo Al Baghdadi e che uccide nel segno di Allah e dell’odio per il nemico occidentale. Un orrore che prevede l’agghiacciante rito mortale del taglio di gola. E così è stata uccisa la compagna del poliziotto giustiziato a coltellate praticamente sull’uscio di casa, dal jihadista Larossi Abballa, e ritrovata morta con «una ferita da taglio al collo». A riferire il macabro dettaglio, fonti dell’inchiesta. La donna aveva 36 anni ed era segretaria d’amministrazione nel commissariato di Mantes-la-Jolie, a due chilometri dal luogo dell’attacco.

Il killer dei poliziotti, un jihadista già condannato

Un attacco jihadista in piena regola, insomma, con tanto di macabri rituali di sangue, la cui matrice terroristica è stata appena confermata anche dal portavoce del governo francese, Stephane Le Foll, che ha ribadito come e perché  l’uccisione della notte scorsa di una coppia di poliziotti alla periferia di Parigi sia «un’azione terroristica». Non sorprende, allora, scoprire che il killer dei poliziotti che ha ucciso la coppia nella banlieue di Parigi, ed è stato poi abbattuto dalle teste di cuoio, era un francese; aveva 25 anni ed abitava a Mantes-la-Jolie, poco lontano dal luogo dell’assassinio dei due agenti. Non solo: secondo quanto si apprende dai media francesi l’uomo era già stato condannato, nel 2013, insieme con altre 7 persone, per aver partecipato all’invio di jihadisti in Pakistan. E c’è di più: secondo una fonte giudiziaria citata da Le Monde, l’inchiesta sull’uccisione della coppia di poliziotti a Parigi è stata affidata all’antiterrorismo per tre motivi fondamentali: l’obiettivo (la polizia), il modus operandi dell’assalitore e le parole da lui pronunciate durante il negoziato con le teste di cuoio del Raid. Prima ancora della rivendicazione dell’Isis, l’uomo avrebbe infatti dichiarato agli agenti di agire per conto dei terroristi dello Stato Islamico.

Riunione di crisi all’Eliseo, Valls: «Rifiutare la paura»

Sul fronte delle indagini dell’azione rivendicata dall’Isis, allora, è stata organizzata per la mattinata una riunione di crisi all’Eliseo alla quale hanno partecipato il presidente Francois Hollande, il primo ministro Manuel Valls, i ministri degli Interni, Bernard Cazeneuve, e della Giustizia, Jean-Jacques Urvoas. «È un atto incontestabilmente terroristico»: sono state dunque le prime parole del presidente francese Francois Hollande parlando dell’uccisione della coppia di poliziotti. Hollande ha anche aggiunto che i due agenti sono stati «vigliaccamente assassinati» e che, anche in loro nome, «dobbiamo agire insieme: la lotta al terrorismo non riguarda un solo paese, deve coinvolgere tutti in un’azione internazionale decisa e nella sorveglianza di questi individui». Parole a cui hanno fatto eco quelle pronunciate dal primo ministro francese, Manuel Valls, che ha reagito anche con un messaggio su Twitter al «selvaggio assassinio», esprimendo la «solidarietà di tutta la nazione ai poliziotti» e chiosando con un invito a «rifiutare la paura, combattere il terrorismo».